14 febbraio 2017

L'altro figlio di Sharon Guskin [recensione]

L'ALTRO FIGLIO 
di 
Sharon Guskin

Casa editrice: Neri Pozza
Collana: I neri
Prezzo: € 18,00
Pagine: 304
ISBN: 9788854511057

La giovane Janie si sforza come può di far combaciare i tasselli della sua vita: sola, con un lavoro di architetto a New York che ama e che la stanca tanto, il lutto ancora da superare per la perdita della madre amatissima e il piccolo Noah, suo figlio. Un'esistenza non perfetta, un'esistenza come tante, quella che si definirebbe normale. Se solo Noah non piangesse tutte le sere implorandola di "tornare a casa sua", se solo non spaventasse gli altri bambini e gli insegnanti raccontando di fatti strani mai accaduti, se soltanto non si rifiutasse di toccare l'acqua, costringendola a portarlo in giro puzzolente di sporco misto a deodorante da salvietta.
Perché Noah si agita tanto a vedere l'acqua, perché chiede sempre di "quell'altra mamma"?
Janie è costretta a portarlo da psichiatri e specialisti di ogni sorta, fino a che non si imbatte nel dottor Anderson, un uomo la cui vita si sta inesorabilmente dissolvendo, una parola dopo l'altra, a causa di un'afasia progressiva e inarrestabile. Lui che con le parole ha costruito i suoi anni di ricerche sui fenomeni di vite precedenti. Ma quest'occasione può cambiare la sua carriera, fiaccata dai pregiudizi dei colleghi psicologi sulle ricerche e dalla perdita della moglie. È sicuro che il piccolo Noah non stia mentendo: come potrebbe riferire altrimenti di fatti precisi occorsi anni prima ad altre persone?

Neri Pozza presenta il primo romanzo di Sharon Guskin, in primis produttrice americana: non un libro sul paranormale, ma una discesa nell'amore materno e nella nostra paura per l'aldilà. L'autrice si serve anche di brani tratti da un libro davvero esistente sull'argomento, Life before Life, dello psichiatra americano jim B. Tucker, che ha raccolto e comprovato testimonianze di bambini che ricordavano vite precedenti.

Alternando i punti di vista di Janie e di Anderson, si hanno ben chiari i motivi e i tanti dubbi di entrambi, che il lettore riesce a fare propri, attraverso una scrittura mai angosciante, non leziosa ed efficace.
Fino a che punto può spingersi l'amore di una madre? Si può amare chi non è uscito dal nostro grembo? Che fare quando è il nostro stesso figlio a respingerci? Si può sostenere il dolore dell'aver partorito il figlio di un'altra, che non ci riconosce? E perché è così difficile credere a una vita dopo la morte?

Una bella novità, molto godibile, che porta a interrogarsi senza darci risposte univoche.
Consigliato!

Alessandra

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