13 marzo 2017

Golk di Richard Stern [recensione]

GOLK 
di
Richard Stern

Casa editrice: Editoriale Jaca Book
Collana: Calabuig
Traduzione: Vincenzo Mantovani
Prezzo: € 15,00
Pagine: 224
ISBN: 9788899066185

America. Anni Cinquanta. L'epoca del benessere e del consumismo sfrenato, per un popolo appena uscito dalla seconda guerra mondiale. Sotto la presidenza di Dwight Eisenhower, la prosperità si mantiene concentrata sulla classe medio alta, maggiormente influenzabile dalla pubblicità e bisognosa di possedere sempre più cose. Le persone sono bombardate da immagini e l'immagine di loro stessi diventa fondamentale. Avere tutto, far parte di un apparente lusso, seguire la moda. La televisione assume un ruolo primario: veicolo di informazioni, strumento che mostra un mondo affascinante, attira, ipnotizza, conquista.  

Un misterioso individuo osserva il mondo, i suoi abitanti e ne coglie momenti di vita vera, anche imbarazzanti, molto intimi, per spiattellarli sullo schermo. Con gli occhi di Hondorp, ne viene data una prima fotografia:
"Dentro, Golk era seduto a una scrivania a forma di daga. Nell'oscurità, sembrava poco più di un cranio nudo, la cupola superstite di una città sprofondata nel corno d'oro. Il cranio era rivolto verso un monitor piazzato proprio sopra l'ingresso della caverna". 
Ascolta le parole della nuova collega Hendricks, ormai avvezza alle regole del gioco, dal passato turbolento e da una serie di fallimenti collezionati, che racconta dell'uomo che le ha dato una possibilità e della trasmissione, della quale ha fatto parte attivamente, come vittima e artefice:
"In realtà Golk non ha nessuna simpatia per la gente. Vedrà. Ogni tanto salta fuori con un golk di nuovo genere e allora ne parla. Puoi prendere o lasciare quello che dice, ma non ha niente a che fare con la Signorina Cuorisolitari. Credo di averlo visto mostrare vera comprensione verso la vittima solo una volta o due nei due anni e mezzo che sono qui".
Self made man, con una carriera alle spalle, che lui stesso descrive come una strada in salita, affrontata con ambizione. La creatura da lui ideata porta il suo nome, si è evoluta, ha coinvolto sempre più collaboratori, ha ridefinito uno stile nuovo, richiamando un pubblico sempre più ampio.
Telecamere nascoste ovunque per mettere in atto video con cittadini comuni, intenti nello svolgimento di attività quotidiane, sorprese dall'urlo tonante di Siete in onda! E allora sì, che onore essere i protagonisti e, perché no, firmare con gioia una liberatoria per aderire allo show.
I suoi superiori fanno fatica ad arginare le continue idee che, progressivamente, esplodono in candid camera più pesanti, drammatiche e con protagoniste persone famose. Negli anni si è rafforzata la convinzione di rappresentare un cambiamento importante, aver sviluppato uno strumento capace di influenzare le masse, istruirle, plasmarle.

Hondorp, individuo anonimo, vittima lui stesso di un Golk, prima di venire catturato dal fascino legato a tutto ciò che non conosce; la sua iniziazione non è tanto la sua umiliazione, quanto quella del padre, plagiato dal potere persuasivo della televisione e sicuro che la messa in onda sia una grande occasione. Hendricks è una donna dal passato complicato e un matrimonio fallito con un miliardario, che ha sfruttato un incontro fortunato, significativo trampolino di lancio.
Entrambi si illuderanno di poter unire le forze e prendere il posto dell'uomo che li ha resi partecipi dei suoi successi, ma finiranno inesorabilmente per condividere un destino comune, quello della sconfitta.

Un occhio indiscreto si insinua nelle vite degli altri e ne spia i comportamenti: ignorare di avere una telecamera addosso porta a comportarsi in maniera naturale, spontanea, e più forte diventa la possibilità di essere credibili, attirare l'attenzione dell'osservatore e provocare emozioni.
Si perde il confine tra pubblico e privato, tutto si trasforma in materiale televisivo.
Una visione profetica, così vicina alla nostra attualità, in cui i concetti di intimità e privacy si perdono completamente nel mare dei social network. Dai nomi dei più famosi luoghi di aggregazione si creano neologismi, quali verbi, nomi comuni o aggettivi, così per il termine Golk, tanto da entrare nel lessico comune.
Un romanzo non lineare, che racconta l'ascesa e il declino di un imprenditore determinato, presuntuoso e senza scrupoli e dei suoi seguaci, che si legge con interesse, offre spunti di riflessione sul passato e il presente dei mezzi di comunicazione. Consigliato!

Richard Stern (1928-2013) ha insegnato Letteratura inglese all'Università di Chicago e ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti apprezzatissime dai più grandi autori suoi contemporanei. Tra i numerosi premi, ha ricevuto nel 1985 la Medal of Merit of Novel, assegnata ogni sei anni dall'American Academy of Arts and Letters,
Golk, pubblicato nel 1960, è il suo primo romanzo.

Veronica

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