17 maggio 2017

Istruzioni di fuga per principianti di Mirko Tondi [recensione]


ISTRUZIONI DI FUGA PER PRINCIPIANTI
di
Mirko Tondi

Casa editrice: Caffèorchidea
Prezzo: € 12,00
Pagine: 128
ISBN: 9788894222401

Giacomo è in fuga. Colto dall'irrefrenabile bisogno di fare una pazzia, si ritrova al volante della sua auto, con una valigetta misteriosa sottratta a due tipi loschi, in compagnia della nonna.
Da montatore di mobili, con scarse ambizioni, a ladruncolo allo sbaraglio che, in una giornata come tante, compie un gesto impulsivo, sconsiderato, senza pensare alle conseguenze. 
Niente è casuale, inconsciamente qualcosa è stato il perno che lo ha fatto scattare verso una direzione molto pericolosa.
Forse sapere che sua nonna non è invincibile, quando ha confessato di essere malata e di avere un tumore contro cui nulla si può fare; o forse quando nella sua testa si sono presentate con più insistenza le parole della sua migliore amica Maria Vincenza, detta Mavi, una forza della natura, unica, perché lo costringe ad aprire gli occhi sul futuro e sull'imprevedibilità di osare una scelta che si distanzi dal confine sicuro:
"E così un giorno neanche troppo lontano ti ritroverai davanti a uno specchio, con la barba fatta a metà e qualche delusione in più, e magari scoprirai di non possedere nemmeno un talento, di non essere un esperto pressoché di niente, di saper fare delle piccole cose ma nessuna di queste alla perfezione. Saranno parecchie le domande che ti farai, ma certo parecchie su di te e sugli altri. [...] credo che tu abbia sempre sottovalutato le potenzialità di un'esistenza diversa, fatta di aspirazioni e sfide, ricerche continue, volontà di automiglioramento eccetera eccetera".
Giacomo è ossessionato dai numeri e per ogni aspetto della vita vi trova un'automatica correlazione. Anche i film è la musica diventano una costante nelle decisioni che prende e nei momenti che vale la pena ricordare, trasformandosi in una citazione da cui trarre ispirazione o in una colonna sonora da adottare.
Come lui stesso racconta, il furto di una valigetta è un espediente puramente cinematografico, al quale segue un inseguimento, in grado di suscitare invidia ai più sgangherati road movie, lungo le strade della Maremma. Quella valigetta è l'occasione di diventare un eroe agli occhi della persona per lui più importante; consapevole che la separazione è vicina, ancora non se ne rende completamente conto, affida alla fuga verso la realizzazione di un sogno tutte le proprie forze.
"[...] il tempo insomma si misura in base a quello che si è già vissuto, non più rispetto a quello che rimane da vivere".
Le intenzioni sono buone, il protagonista se lo ripete in ogni istante, ma nel tempo che trascorre alla guida, comincia a pensare a quante volte ha scelto di fuggire da responsabilità, da problemi, da se stesso. E il muro del silenzio eretto dalla nonna diventa così carico di significati, perché si riempie delle sue domande:
"Questi attimi di silenzio sono adatti per pensare, per recriminare ancora sulle proprie scelte, che tanto, istinto o ragione non sono mai quelle giuste. [...] Forse ha ragione Mavi quando dice che ho un'attrazione innata per il fallimento, che tutti i progetti imbastiti e poi naufragati servono solo a rinforzare la sconfitta. E il meccanismo si ripete, preciso come un tabellina, magari fino all'infinito o giù di lì".
Il viaggio dei due protagonisti ricorda moltissimo quello di Mimmo e nonna Teresa in Bianco, Rosso e Verdone: un rapporto speciale, complice e, a tratti, buffo. Un legame che raggiunge il suo apice nell'epilogo così tenero e triste, che suggella la presa di coscienza di Giacomo circa tanti aspetti della sua esistenza e delle persone che gli stanno intorno, per le quali è disposto a tutto. Ottenere tutte le risposte non è più indispensabile: comprende quanto l'azione folle compiuta non è stata vana e lo sguardo rapito della nonna che per la prima volta guarda il mare vale più di mille parole.

Un racconto che dedica spazio a diversi aspetti: critica alla società di oggi, frenetica, povera di sentimenti e precaria in tanti ambiti che conosciamo bene, che raggiunge il suo culmine nel capitolo cinque, dove ogni frase inizia con "Sono stanco"; retrospettiva cinematografica e colonne sonore rock, perfetto sfondo per questo romanzo on the road; le ambientazioni e i luoghi attraversati fra cui Grosseto, Pari, Castel del Piano e Follonica. Istruzioni di fuga per principianti descrive esattamente il bivio interiore che ci affligge nei momenti in cui dobbiamo scegliere: scegliere se seguire pedantemente le regole imposte, la sicurezza di un cammino con pochi intoppi, o fare la scelta più rischiosa, che necessita di un bel po' di coraggio, rendendoci finalmente liberi e soddisfatti della nostre vite. Voi che cosa fareste?

Veronica 

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