8 maggio 2017

Lo sfaccendato di Yusuf Atilgan [recensione]


LO SFACCENDATO 
di 
Yusuf Atilgan

Casa editrice: Editoriale Jaca Book
Collana: Calabuig
Traduzione: Rosita D'Amora e Semsa Gezgin
Prezzo: € 18,00
Pagine: 208
ISBN: 9788899066208

Quattro capitoli per quattro stagioni raccontano un anno di vita dello sfaccendato, un uomo senza un impiego, senza un nome (chiamato dallo scrittore C.), molto ricco, che si aggira per le strade di Istanbul alla ricerca dell'amore.
Tra la folla di un marciapiede, di un cinema, di un qualsiasi luogo, potrebbe esserci la donna del suo destino. A volte, l'ossessione per un volto, per uno sguardo, prende il sopravvento e si trova a seguire l'illusione di un sentimento pronto a sbocciare:
"Una volta in strada, a mano a mano che i suoi polmoni si riempivano di aria fresca, cominciava a sentire dentro un'energia incredibile. Si è fermato all'angolo della strada a osservare il grande viale. Persone, macchine e tram gli passavano davanti. Forse l'avrebbe trovato quella sera".
Alcune relazioni che intraprende non sono destinate a un finale felice: dopo aver visto Ayse, la sua fidanzata, in compagnia di un altro uomo, Selim, decide di interrompere ogni contatto, convinto di essere stato tradito; comincia, così, ancora più determinato, a non lasciarsi scappare alcun segnale che lo indirizzi verso la possibile persona giusta. Con l'arrivo della primavera, all'uscita di un bar, nota due ragazze chiacchierare; quando si separano, sceglie di seguire Güler, una giovane studentessa: ne monitora gli spostamenti quotidiani, la segue regolarmente. Anche lei si accorge della sua presenza e inizia a interessarsi a quell'ombra che sempre più da vicino l'accompagna. Si parlano, si studiano, si incontrano molto frequentemente allo stesso posto. Una monotonia che lo sfaccendato sopporta a stento:
"Aveva paura di abituarsi. Andando avanti così, quel tavolo sarebbe diventato il luogo sacro del loro amore. Non andava bene che avessero un posto loro, perché si cominciava a vivere non secondo i propri desideri, ma secondo le esigenze del posto in questione".
Con l'arrivo dell'estate, C. si ritira in una casa vicino al mare. Sulla spiaggia, s'imbatte in Ayse, con la quale la passione non sembra mai sopita. Si apre con lei, le rivela segreti circa il rapporto con il padre e la zia; questa vulnerabilità è preludio dell'ennesima separazione.

Secondo Friederich Nietsche l'uomo deve fare costantemente i conti con situazioni ed eventi che si ripetono continuamente. Esso è schiavo di una dimensione ridondante, come molte altre persone, che accettano passivamente la routine, al sicuro nel rispettare le regole e le convenzioni, invece di elevarsi e intraprendere la strada che conduce verso il superuomo. Acquistare consapevolezza legata a se stesso, ai propri impulsi e lati oscuri, al fine di migliorarsi e sviluppare nuove virtù.
Il protagonista mi ricorda il superuomo descritto da Nietsche e ancor più quello di Gabriele D'annunzio, il cui fine è realizzare una vita originalissima, essere un seduttore di donne, e dare scandalo o affascinare chi gli sta intorno:
"Il lavoro consola". Ma lui non voleva una simile consolazione. Scrivere sempre le stesse cose, ripetere sempre le stesse lezioni, dare sempre gli stessi colpi di martello, era questo che chiamavano lavoro. [...] Lo scopo della vita era l'abitudine, la tranquillità. La maggior parte degli uomini temeva gli sforzi, le novità. Quanto era facile conformarsi! Se solo avesse voluto, di giorno avrebbe potuto insegnare in una scuola e la sera fare l'amore con donne belle e taciturne. Senza sforzi. Ma lo sapeva: lui non si sarebbe accontentato. Aveva bisogno di altro".
Qualsiasi cosa faccia, non tarda ad avvertire la noia per un'esistenza troppo convenzionale. La folla è spesso il contesto scatenante le sue reazioni, proprio perché rifugge quell'uniformazione degli individui nella massa e allo stesso tempo brama una perdita di coscienza, razionalità e controllo, nel momento in cui si annulla il singolo e prende piede il gruppo.
Un romanzo che si costruisce intorno alla storia di un uomo che desidera essere anticonformista e combatte con i propri sentimenti, che gli impediscono di raggiungere quella felicità tanto agognata. Ma è davvero possibile conservare in ogni istante quell'entusiasmo forte della novità nelle azioni che fanno parte delle nostre giornate? Probabilmente no e lo sfaccendato rifiuta l'idea di non poter dimostrare il contrario, ha paura di ammetterlo, perché la sua vita non avrebbe più senso.

Veronica

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