3 maggio 2017

The Handmaid's Tale [segnalazione serie tv]


THE HANDMAID'S TALE
Il racconto dell'ancella

Elisabeth Moss: Offred - Diffred
Samira Wiley: Moira
Joseph Fiennes: Comandante Fred Waterford
Yvonne Stehovski: Serena Joy Waterford
Max Minghella: Nick
Ann Dowd: zia Lydia
Alexis Bledel: Diglen

Dal 26 aprile 2017, sulla piattaforma Holu, sono disponibili le prime puntate della serie tv The Handmaid's tale ideata da Bruce Miller e tratta dal romanzo distopico Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood. La trasposizione si mantiene fedele al testo, con la voce fuori campo della protagonista, Elizabeth Moss, azzeccatissima nel ruolo di Difred/Offred, la quale racconta il prima e dà sfogo ai suoi pensieri e alla sue paure circa il presente. 

Il mondo come lo conosciamo non esiste più. Gli Stati Uniti sono stati cancellati. Adesso vige la Repubblica di Galaad. Progressivamente, il nuovo assetto sociale e politico ha sconvolto le normali esistenze, mettendo al centro la figura maschile e relegando a schiavitù le donne, distinte in Marta, le serve, Ancelle, quelle che ancora possono procreare, le mogli dei comandanti, sottomesse al marito e desiderose di avere un figlio a ogni costo e tutte le altre, carne da macello, buone solo a lavorare nelle colonie:
"Ora vedo davvero il mondo. Prima dormivo. Ecco perché abbiamo permesso che accadesse. Quando hanno massacrato il congresso non ci siamo svegliati. Quando hanno incolpato i terroristi e hanno sospeso la Costituzione, neanche allora ci siamo svegliati. Dissero che sarebbe stato temporaneo. Niente cambia all'istante. In una vasca che si scalda a poco a poco, finiremmo bolliti vivi prima di accorgercene".

Un nuovo modo di comunicare è diventato rilevante per identificare qual è il nuovo posto che appartiene a ciascuno. Deferenza e sottomissione sono le parole d'ordine:
"Sia benedetto il frutto. Possa il Signore schiudere"
Un ritorno ai valori tradizionali e un'applicazione ferrea della Bibbia, citata a più riprese, come se fosse l'unica legge o fonte di ispirazione potenzialmente accettata.
Militari a ogni angolo, spie pronte ad arginare qualunque forma di ribellione con pene severe, anche la morte. I cadaveri di chi ha peccato penzolano di fronte a tutti, perché siano da esempio e scoraggino azioni diverse da quelle che adesso sono accettate.
Nessuno può fidarsi del prossimo.

L'omosessualità è bandita e punita con la terribile pratica della mutilazione genitale. La compagna di Offred, Diglen, interpretata da Alexis Bledel, è il simbolo della rivolta: si insinua, raccoglie informazioni, cerca nuovi alleati disposti a lottare contro il regime di Galaad. L'occhio però è furbo e cattura i segnali di opposizione e tradimento.

Rispetto al libro, uno spazio più approfondito è dedicato a come sono precipitate le cose prima di giungere al regime totalitario corrente. Attraverso i flashback della protagonista ci viene mostrata la perdita di libertà, il contenimento delle manifestazioni di protesta con l'uso massivo della violenza, l'appropriazione dei beni delle donne e l'esclusione dal lavoro.

Temi delicati e attuali, scene crude, colonna sonora potente e perfettamente inserita, attori brillanti i cui personaggi sono cuciti come una seconda pelle. Una serie tv da vedere senza ombra di dubbio, per lasciarsi catturare dal contesto, così profetico e inquietante, che non sembra poi tanto distante dalla realtà. Niente è stato inventato, ciò che Margaret Atwood ha raccolto nella storia ha una valenza storica precisa, ed è possibile ricollocarlo in una parte del mondo. Ed è per questo che fa molta paura.
Zia Lydia: "So che tutto questo vi sembrerà molto inconsueto. Ma la normalità è qualcosa a cui siete abituate. Se qualcosa potrà non sembrarvi normale al momento, dopo un po' di tempo lo sarà. Diventerà normale".
Veronica

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