13 giugno 2017

Tutto inizia e finisce al Kentucky Club di Benjamin Alire Sáenz [frasi libro]


TUTTO INIZIA E FINISCE AL KENTUCKY CLUB
di
Benjamin Alire Sáenz


Volevo baciarlo ancora. Forse sarebbe stato lui a baciare me. O forse sarei rimasto lì in piedi, immobile, come un perfetto idiota. Non ero bravo, in queste situazioni. Non lo ero mai stato. Ci sono uomini che sanno amare con eleganza. Io ero goffo e incerto. 
«Che c'è?». Mi guardava.
«Niente».
«Mi stavi studiando, di nuovo».
«Sì».
«Non mi dà fastidio. Mi piace, come mi guardi».
«Potrei farlo per ore».
«Puoi baciarmi ancora» disse.
Chinò il capo, guardando a terra. Era timido. O forse, semplicemente umile. Ecco una cosa che non avevo immaginato, sul suo conto: che fosse umile. E dolce. E dignitoso. Era raro che gli uomini belli avessero una qualunque di quelle caratteristiche.
Lo baciai di nuovo. Sussurrò il mio nome. Mi chiesi che sapore avesse sulla sua lingua. 
«Javier» sussurrai a mia volta. «Sai da quanto tempo non baciavo nessuno?».
Alzò gli occhi verso di me. «Ha importanza?».
«Baciare è una cosa seria». 
Mi baciò ancora una volta. «Non mi è sembrato così serio. Tu che dici?»
«Sì, che lo era» risposi. 

-

Quando ero bambino, il rombo di un tuono fermava il mondo intero. Ricordavo la gente che usciva dalle case, guardava e tendeva l'orecchio, come se ogni goccia che cadeva a terra fosse il sussurro di una persona amata, tornata dal regno dei morti. Provai a immaginare i miei fratelli e le mie sorelle che giocavano in giardino, le loro risate distanti e perdute tra un tuono e l'altro, i loro corpi illuminati dai lampi. Mi vidi correre verso di loro. Tutti insieme, io, i miei fratelli e le mie sorelle, che ridevano, felici. Il temporale cessò bruscamente come era cominciato. L'immagine dei miei fratelli e delle mie sorelle scomparve. Alzai gli occhi verso il cielo immacolato, nel quale le nubi già si diradavano. Mi scostai dalla finestra e tornai a sedermi sul letto. Decisi di andare a correre. Ero stanco di sentire la presenza dei tre ragazzi bianchi, che aveva occupato il mio corpo. Il loro odio mi si era appollaiato dentro come un uccello nel suo nido, in attesa che le uova di dischiudessero. Decisi che all'odio potevo abituarmi: che potevo addirittura imparare ad amarlo, proprio come avevo imparato ad amare il deserto.

-

Mio padre è morto in un incidente d'auto. È passato con il rosso, e ha portato con sé all'altro mondo anche l'uomo che guidava l'altra macchina. Una fine strana ed ironica per un uomo così attento e padrone di sé. Attento a come vestiva. Attento a come parlava. Attento nell'utilizzo delle sue finanze personali. Ma disattento in tutte le faccende di cuore. Non è mai riuscito a controllare la propria crudeltà. Era la sua droga preferita. La sua grande dipendenza. Quando intravedeva un'opportunità di comportarsi in modo crudele, doveva coglierla al volo, a ogni costo. Tentava di coprirla con una patina di grazia e buona educazione, che amava definire un effetto del suo alto lignaggio. Ma non ci riusciva.

Veronica

A breve, su questo spazio la recensione!

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