6 agosto 2017

Un buon presagio di Gillian Flynn [recensione]

UN BUON PRESAGIO
di
Gillian Flynn

Casa editrice: Rizzoli
Collana: la Scala
Traduzione: Alberto Cristofori
Pagine: 84
Prezzo: € 12,00
ISBN: 9788817087735

Una protagonista di cui non conosciamo il nome, ma poco importa. Una giovane donna molto scaltra, addestrata dalla madre a vivere di espedienti, a cercare di cogliere il più possibile da ogni occasione e da ogni persona che le capita di incontrare. Nel retro di un negozio, accoglie gli uomini, li ascolta e risolleva il loro morale; come confessa lei stessa, è molto brava a fare le seghe, una pratica che ben presto non può più offrire ai clienti, per via della sindrome del tunnel carpale.
Si trova di nuovo di fronte a un bivio e deve velocemente scegliere in che cos'altro potrebbe lanciarsi per ottenere soldi facili.
Accetta di fingersi una sensitiva e si reinventa con un dono speciale, che mente di possedere. Cosa sarà mai alla fine? In fondo si tratta solo di capire le persone che si hanno davanti e di far credere loro quello che hanno bisogno di sentirsi dire. Ed è quello che pensa la protagonista, quando si presenta al locale Susan Burke, bella, affascinante e misteriosa. Non subito spiega il motivo della sua visita: quando percepisce di potersi, in qualche modo, confidare, racconta di terribili episodi inquietanti che riguardano la sua nuova casa. Spaventata di essere giudicata pazza dal marito, quasi sempre assente per lavoro, non sa come gestire una situazione che sta prendendo una piega spaventosa, arrivando a coinvolgere il figliastro, il quale si comporta in modo strano.
La truffatrice coglie nella disperazione di Susan l'ennesima possibilità da sfruttare a suo vantaggio, un modo per spillare denaro, fingendo di avere tutte le armi per risolvere il problema. Ma nulla è davvero come appare e la dimora di stampo vittoriano nasconde un segreto inaspettato, che porta a un ribaltamento di ruoli.

Un ambiente familiare difficile, una madre imbrogliona di professione, un'infanzia dedicata a scoprire tutti i modi per raggirare il prossimo senza curarsi delle conseguenze. 
Nerdy, così chiamata dalla sua datrice di lavoro, giustifica le proprie azioni, perché la truffa è la sola maniera che le è stata tramandata per vivere. Il risultato delle sue scelte si manifesta nel momento in cui è ripagata con la stessa moneta e finisce invischiata nel ménage di Susan Burke; per la prima volta avverte di aver perso il suo vantaggio, non essendo più l'elemento principale a condurre il gioco. L'occasione diventa ideale per fare un bilancio della propria esistenza, domandandosi se sia valsa la pena aver scelto una strada invece di un'altra.

Gillian Flynn presenta una figura femminile controversa, sin dalle prime pagine, una donna che di mestiere fa le seghe. Un "lavoro" nel quale è brava, perché riesce a mettere a suo agio gli uomini e a farli sentire ascoltati e appagati. Quando la sua sicurezza comincia a venire meno, la trappola invischia proprio lei, la regina dei piani architettati per abbindolare chiunque.
Un racconto che gioca con il lettore, lasciandolo nel dubbio, traendolo in inganno, accogliendolo in una casa misteriosa, che cela innumerevoli segreti e la vera personalità di ciascuno. Che cosa nasconde la famiglia Burke? Il figliastro Miles è posseduto da uno spirito che ne muta la personalità, fino a renderlo pericoloso a chi gli sta accanto?

Niente è come sembra. Ogni cosa assume un aspetto diverso da come abilmente ci fa credere l'autrice all'inizio. La storia subisce più ribaltamenti e, attraverso il punto di vista della protagonista, si percepisce l'ansia e la paura trasmessi dalla casa e dalle scene che la vedono insieme all'adolescente Miles. Il confronto con il ragazzo dà alla donna la sensazione di guardarsi allo specchio e la sua sicurezza vacilla inesorabilmente di fronte a qualcuno in grado di carpire ogni sua mossa prima ancora di compierla.
La chiusura perfetta è quella di un finale aperto, che da una parte lascia insoddisfatti per i molti punti non svelati, ma dall'altra asseconda l'alone di mistero caratteristico dell'intreccio narrativo.

Veronica

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