4 settembre 2017

Un amore senza fine di Scott Spencer [recensione]

UN AMORE SENZA FINE 
di 
Scott Spencer

Casa editrice: Sellerio
Collana: La memoria
Traduzione: Francesco Franconeri
Pagine: 581
Prezzo: € 15,00
ISBN: 9788838933493
"Quando avevo diciassette anni e obbedivo totalmente ai più solleciti comandi del cuore, mi allontanai dai cammini della normalità e nello spazio di un istante rovinai ogni cosa che amavo, così profondamente amavo, e quando l'incorporea sostanza dell'amore si ritrasse nella paura e il mio stesso corpo finì segregato, fu difficile per gli altri credere che un'esistenza ancora così nuova potesse soffrire così irrevocabilmente. Ma gli anni sono trascorsi e la notte del 12 agosto 1967 divide ancora la mia vita".
David Axelroad ha solo diciassette anni ed è innamorato. Profondamente. Descrive l'amore come un sentimento incorporeo, sconvolgente, a tal punto da farlo agire senza pensare alle conseguenze.
Una sera di agosto, si trova dove non dovrebbe, perché il padre della ragazza che adora, Hugh, gli ha intimato di stare lontano dalla sua famiglia per trenta giorni. Contempla da lontano, furtivamente, i Butterfield, nella loro casa, intenti a trascorrere una serata come tante. Soffre per non essere seduto sul divano con quella che considera la sua vera famiglia.
Deve fare qualcosa per potersi riavvicinare a loro, per far sì che quel periodo di lontananza da Jade finisca al più presto.
Architetta un piano per riguadagnare la fiducia di tutti e sceglie così di dar fuoco alla loro abitazione e di trasformarsi nell'eroe in grado di salvarli.
Le cose non vanno esattamente come spera: alla sua ammissione di responsabilità per l'accaduto segue una condanna e una pena da scontare presso il Rockeville Hospital, un istituto di igiene mentale.
L'incendio rappresenta la disgregazione della famiglia Butterfield: Hugh e Ann divorziano, mentre i figli prendono la propria strada, lontano da quella casa simbolo della loro unione e che con ostinazione riesce a stare in piedi dopo l'incidente, a dispetto di quelli che l'hanno abitata.
"In realtà, fu mille volte penoso vedere la casa ancora lì ritta, perché ci stava non come un'alternativa alla solitudine, bensì come un atto di accusa. Allora capii che ero entrato a fare parte della grande comunità dei condannati, uomini e donne: l'amore s'era contorto in me, precipitandomi in un caos. Non ero migliore di quelli che fanno telefonate oscene, pubblici disturbatori, tagliatori d'orecchi, suicidi eccentrici e accusatore, fruitori di investigatori privati; non ero migliore di un qualche sovrano militare pronto a scatenare un esercito di diecimila anime pur di guadagnarsi i favori di una qualche damigella - e quando i campi sono poi bruciati e i cadaveri giacciono a mucchi sotto il sole, quel re si stringerà una mano al petto esclamando: l'ho fatto per amore. Il sollievo dunque si dissolse e guardai la casa piangendo - anche se quasi non me ne resi conto, perché, dal giorno della confessione, avevo quasi unicamente pianto ala pari di qualsiasi altra persona normale".
Dopo tre anni, David è di nuovo libero, ma non smette di pensare a come potersi mettere in contatto con Jade. Il ricongiungimento si trasforma presto in un'ossessione: comincia con il ricercare le sue vecchie lettere d'amore, per poi consultare meticolosamente gli elenchi telefonici per reperire i contatti. L'assidua corrispondenza con Ann, la madre della sua ragazza, che gli riserva parole di comprensione per le sue azioni e spera in una veloce riabilitazione, lo spingono a violare la libertà vigilata per andare a trovarla a New York. Un primo passo per reinserirsi nella vita delle persone a lui più care, un percorso tortuoso, irto di ostacoli, che lo riporti dal suo grande amore. Un amore che proprio in queste lettere non si rivela essere una normale relazione tra diciassettenni, bensì un rapporto malato.
I protagonisti di questo amore senza fine sono adolescenti e sono pazzi l'uno dell'altra; provano un'attrazione incontrollata, che vista dall'esterno si fa fatica a comprendere. Hugh e Ann sono permissivi e moderni, accolgono David come un figlio, gli permettono di dormire con Jade, arrivano addirittura ad acquistare un letto matrimoniale. Sono genitori perfetti, aperti, con i quali è possibile conversare ed esprimere liberamente un'opinione, diversi da Arthur e Rose, rigidi, freddi poco affettuosi con David e, ancora di più, dopo quello che ha fatto. Manifestano disagio verso di lui, vergogna per le sue azioni e non trovano la forza di affrontare il dolore per le sorti del figlio, colpevole di un crimine, e incapace di andare avanti con la sua vita quando riacquista la libertà. Il loro rapporto entra definitivamente in crisi e finiscono per divorziare.

Scott Spencer racconta con dovizia di particolari la storia d'amore dal punto di vista di David, protagonista indiscusso che, di fronte alle fiamme che divampano, inizia a raccontare i suoi tormenti, a evocare momenti lontani, che parzialmente coinvolgono fisicamente l'oggetto del suo desiderio sfrenato. Jade appare quasi subito nel ricordo di un approccio sessuale; soltanto a più di metà della narrazione entra in scena per ricongiungersi a lui e ne scopriamo i primi tratti. Ne traspare una figura superficiale, immatura, confusa, con un legame complicato con i genitori: gelosa di Ann, per l'affiatamento che ha con il fidanzato, sicura che tra i due ci sia qualcosa; distante nei confronti del padre, con quell'uomo per il quale avverte sentimenti controversi.
Jade va a trovare David nella stanza d'albergo dove alloggia, dopo aver appreso della morte del padre: il loro incontro ha tutto il sapore dell'attesa. Sospiri, carezze, rimandi, sguardi, non detti, pagine e pagine in cui si avverte l'inquietudine di due corpi, di due anime, a lungo lontane, confidenti, che tanto si sono cercate. L'autore tratteggia ogni istante di questa unione carnale, spirituale, della notte dove fanno di nuovo l'amore, con un linguaggio sensuale e mai volgare.
Niente torna come prima: entrambi vivono nell'illusione di poter essere di nuovo felici insieme. Si trasferiscono in una comune, passano le giornate a fare l'amore, si mantengono con dei lavoretti, tengono lontane le persone che potrebbero ostacolare la loro storia. Nonostante un'esistenza costruita sulla protezione, la verità sarà la causa della loro separazione.

Quel gesto folle all'inizio del romanzo viene spiegato, analizzato, sviscerato, e si comprende come i tumulti interiori di David siano spesso all'origine degli eventi centrali, come l'amore per Jade, la fuga dalla propria città, la morte di Hugh. Il protagonista vive costantemente con il senso di colpa per le sue azioni, per non aver riparato ai propri sbagli, per il credere di poter basare il suo futuro sulla menzogna. Si sente in trappola, è ancorato al passato, si convince di vivere esattamente come ha sempre sperato.
Spencer ci regala un affresco dell'America anni '70, con al centro sesso, droghe, lotte politiche e trasgressioni. Un amore senza fine è tutt'altro che un resoconto romantico, un legame idilliaco, innocente e spensierato. Il sentimento è urlato, intenso, ossessivo, impossibile da accogliere senza provare dolore, confusione, oscurità. Le parole assumono un'importanza vitale nel romanzo, perché raccontano di una generazione, colpiscono il lettore per la carica emotiva e lo catapultano nei luoghi della narrazione.
Prendete questo libro, lasciatevi ammaliare dai ricordi di David, provate le sue emozioni, quelle che fanno battere il cuore, non fanno respirare, e perdetevi nella prosa perfetta di un autore capace di trasmettere tutto questo e molto altro.

Veronica

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