12 dicembre 2017

Gilgi, una di noi di Irmgard Keun [recensione]

GILGI, UNA DI NOI
di
Irmgard Keun

Casa editrice: L'orma editore
Collana: Kreuzville Aleph
Traduzione: Annalisa Pelizzola
Prezzo: € 16,00
Pagine: 240
ISBN: 978889973135

Il libro originale uscito in Germania nel 1931 era stato vietato dai nazisti e bruciato al rogo nel 1933. Il favore riscosso in Europa non scoraggiò l'Italia che decise di lavorare a un'edizione rivista, affidandosi alla pratica diffusa della censura. Nel 1934 Una di noi venne pubblicato nella versione di Lina Ricotti all'interno della collana I Romanzi della Palma di Mondadori. L'opera era stata depurata di tutti gli elementi considerati inappropriati e scandalosi, perdendo così i momenti importanti dell'esperienze della protagonista, che avevano permesso a un'intera generazione di donne di identificarsi. Il romanzo ritrova la ristampa nel nostro paese nel 2016, grazie a L'Orma editore, nella sua integralità.

"La tiene stretta nelle mani, Gilgi, la sua piccola vita". Gisela, che si fa chiamare Gilgi, è una ragazza di ventun anni. Abita con i genitori e la sua vita è scandita sin dalla mattina: si alza presto, esegue i suoi esercizi di ginnastica, non si trucca di giorno, fa colazione in quella casa, dalla mobilia antidiluviana, parla a malapena col padre e la madre, va a lavoro in tram, spesso a piedi, è una dattilografa per la ditta Reuter&Weber, calze e maglieria all'ingrosso. Studia tre lingue, si esercita con parsimonia, si cuce i vestiti da sola e mantiene una piccola mansarda, una stanza tutta per sé, dove riflettere e rifugiarsi all'occorrenza. Sogna di viaggiare e ha come obiettivo raggiungere prima possibile l'indipendenza economica. Gli impegni sono importanti, hanno uno scopo e non la spaventano, e nel poco tempo libero ama divertirsi. I suoi migliori amici sono Olga, che chiama adorabilmente donnina di Marzapane e rappresenta il colore nella sua vita, e il confidente Pit, a volte burbero nei modi, ma leale e fidato. Insomma, lei si sente spensierata e appagata, è fiera di procedere con le sue forze e di condurre un'esistenza ordinata e regolare.
A determinare uno stravolgimento in una routine rassicurante è la notizia di essere stata adottata; una rivelazione che in cuor suo sembra sempre aver saputo, perché nelle persone che l'hanno cresciuta non si identifica, sono troppo diverse da lei, e così le quattro mura della sua casa, estranea e mai familiare. Decide così di cercare la madre naturale, quella donna che l'ha abbandonata, con poche aspettative, mossa dal voler trovare un senso al suo essere così com'è.
La trasformazione più grande, che ha davvero un effetto devastante e porta la protagonista a smarrire se stessa per un periodo lunghissimo, è conseguente all'incontro con Martin Bruck, scrittore bohémien, scapestrato, senza un impiego, che vive di espedienti. Si innamorano, vanno a vivere insieme e diventano l'uno il mondo dell'altra. Uno scandalo per l'epoca la convivenza tra un uomo e una donna, ma che cosa importa? Lei e solo lei è padrona delle sue scelte:
"«Non hai mica passato la notte insieme a un uomo, vero, Gilgi?» Gilgi si vergogna enormemente - per sua madre. Che riesca a parlarne in quel modo! Rimprovero, partecipazione, interesse, curiosità - è tutto legittimo, certo, ma è così disgustoso! Tutto quello che accade tra me e Martin riguarda solo me".
L'amore folle per Martin innesca una lotta fra le due parti di sé: quella razionale e quella vulnerabile. Accoglie questo sentimento carica di eccitazione, sicura che possa arricchire le sue giornate e il suo futuro, ma avverte di non poterlo dominare.
"Non è certo una novità che un grande amore porti con sé dei cambiamenti. Il brutto è che si cambia solo a metà. E adesso lei è composta da due metà che non stanno affatto bene insieme, che litigano in continuazione, e nessuna delle due vuole cedere di un millimetro".
Prova a convincere l'uomo per il quale ha perso la testa a cambiare, per il loro bene, con lo scopo di rimettere sulla giusta strada gli eventi, ma non ci riesce. Gli sforzi non raggiungono risultati, Gilgi diviene completamente dipendente dalla persona amata, tanto da non riconoscersi più come entità separata:
"Gilgi è in piedi davanti allo specchio, si incipria il collo e le spalle, si vede magra, fragile ed estranea. Irreale. Viso bianco, occhi scuri, labbra rosso vivo - sono molto bella oggi, in questo momento... posso dirlo, ormai non mi appartengo più. Quello che vedo nello specchio l'ha creato qualcun altro partendo da ciò che ero, io non posso esserne orgogliosa... Non dovrei avere questo aspetto - così, senza nessun legame con la strada, la polvere, la quotidianità. Appaio diversa da come credo di essere".
Lei che ha difeso con le unghie e con i denti la propria libertà, ha lottato contro le imposizioni della società dell'epoca, che la vedono solo come moglie e come madre, lei che si percepisce diversa rispetto ai coetanei, perché felice di avere tante responsabilità che la rendono fiera, da un giorno all'altro perde le sue conquiste per via di un uomo. Quando comprende che la cosa più importante del mondo è lei, compie una scelta difficile e coraggiosa, che la consacra un personaggio complesso e attualissimo, nel quale potersi a pieno titolo identificare. Una donna descritta nei punti di forza e debolezza, imbarazzante per la sua modernità, anticonvenzionale, tanto da dover mettere al rogo la sua storia negli anni Trenta.
Il tema dell'emancipazione femminile è il punto di partenza del romanzo: in un percorso disseminato di ostacoli, in un contesto storico e sociale delicato, con un linguaggio sincopato all'inizio e sempre più incalzante nel prosieguo della narrazione, Gilgi si dimostra una di noi, nella sua voglia di riscatto, nella ricerca della libertà, nell'abbandonarsi all'amore, per poi di nuovo mettere se stessa al primo posto.
Veronica

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