26 dicembre 2017

La verità sul caso Harry Quebert di Jöel Dicker [recensione]

LA VERITÀ SUL CASO HARRY QUEBERT
di 
Joël Dicker

Casa editrice: Bompiani
Collana: Narratori stranieri
Traduzione: Vincenzo Vega
Pagine: 780
Prezzo: € 9,90
ISBN: 9788845282676
"Centrale di polizia, qual è il suo problema?"
"Mi chiamo Deborah Cooper, abito in Side Creek Lane. Credo di avere appena visto una ragazza inseguita da un uomo nella foresta."
Cos'è successo esattamente?"
"Non lo so! Ero affacciata alla finestra, stavo guardando verso la foresta e a un certo punto ho visto questa ragazza correre in mezzo agli alberi. Dietro di lei c'era un uomo... Credo che stesse cercando di sfuggirgli."
"Dove si trovano in questo momento?"
"Non... Non riesco più a vederli. Sono dentro la foresta."
"Mando subito una pattuglia, signora."
Fu quella telefonata a dare inizio alla vicenda che turbò la cittadina di Aurora, nel New Hampshire. Quel giorno, Nola Kellergan, una ragazza del posto di quindici anni, scomparve. Non venne più ritrovata.
Il 30 agosto del 1975 scompare Nola Kellergan, figlia adolescente del pastore della cittadina di Aurora, conosciuta e amata dagli abitanti del posto. Le circostanze sono misteriose, poco chiare, e la verità si farà attendere per più di trent'anni, fino a quando il corpo della ragazza viene ritrovato nel giardino della villa dello scrittore Harry Quebert, famoso per il romanzo Le origini del male, una bellissima storia d'amore, che ha conquistato il cuore di molti lettori, lanciando la sua carriera.
Marcus Goldman è uno scrittore di appena trent'anni, con all'attivo un primo libro che gli ha fruttato soldi e fama e continua a sfruttare nell'attesa della grande ispirazione per il secondo lavoro. Un blocco, che ormai si protrae da mesi, gli impedisce di riempire la pagina bianca e incalzato da agente ed editore per tenere fede al contratto pluriennale firmato, si rivolge all'uomo che gli ha insegnato il mestiere, non solo il professore che ha permesso al suo talento si esplodere, bensì il più caro amico che abbia mai avuto.
Si reca così ad Aurora, dove scopre il terribile segreto celato da Harry Quebert e si prodiga per dimostrare l'innocenza dell'uomo che per lui significa tanto e non vuole vedere condannato e giustiziato, sicuro dell'innocenza.

Il caso Harry Quebert racconta le vicende di due spazi temporali, il 1975, l'estate che precede la sparizione di Nola, e il 2008, quando è rinvenuto il cadavere e si svolgono le indagini della polizia e dello stesso Goldman. Quest'ultimo si lancia in un percorso tortuoso, fatto di verità e menzogne, nel quale dovrà districarsi, convinto di poter far luce sul caso e riscattare la reputazione di Harry. 
Le ricerche coinvolgono i residenti della città, ognuno con una personale visione sulle dinamiche di quella notte, alcuni vicini alla stessa Nola, di cui conoscono qualcosa, tutti con qualche segreto che non vogliono divulgare.

Ogni capitolo si apre con un consiglio del professore al suo allievo, per scrivere un romanzo di successo: frasi introspettive, metafore di vita, analogie sportive. Trentuno riflessioni, espresse curiosamente con numerazione decrescente, che Marcus porta con sé e continua a ricordare a distanza di molto tempo. Non è facile descrivere questo libro senza rivelare troppo della trama; il bello della storia sta nel veder rimescolare continuamente le carte e mettere in discussione ogni personaggio, in vista della scoperta di che cosa sia davvero accaduto la notte del 30 agosto 1975. Il libro è avvincente, scritto in modo fluido e scorrevole, e nonostante abbia capito l'assassino dopo poco più di cento pagine, sono rimasta comunque affascinata, perché le motivazioni e le dinamiche sono state spiegate solo alla fine, mantenendo l'effetto sorpresa e facendomi dubitare delle mie innumerevoli teorie.
I dialoghi tra Marcus e Harry sono i più riusciti e aiutano a capire meglio un rapporto così profondo tra allievo e insegnante, o meglio fra due amici; gli incontri tra Nola e Quebert all'inizio li ho reputati un po' troppo stucchevoli, descritti dal punto di vista di lei, ma poi nel prosieguo della narrazione hanno acquistato una funzionalità da non sottovalutare.
Oltre che semplice lettore, mi sono sentita quasi un'investigatrice, attenta a ogni nuovo particolare, curiosa di mettere insieme i pezzi di un puzzle che prende forma piano, piano, con molti colpi di scena, che fanno apparire i protagonisti, sia minori che principali, in maniera chiara e nuova.
Un giallo che ho apprezzato, letto voracemente e sono colpita che ad architettarlo sia stato un giovane scrittore, nato nel 1985.
Questa primavera non ci aspetta che vederne la trasposizione in dieci episodi: a vestire i panni del protagonista Harry Quebert, l'attore Patrick Dempsey, conosciuto ai più come Derek Sheperd, il dottor Stranamore, della serie cult Grey's Anatomy.

Veronica

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