12 gennaio 2018

Il narratore di verità di Tiziana D'Oppido [recensione]

IL NARRATORE DI VERITÀ
di
Tiziana D'Oppido

Casa editrice: LiberAria Editrice
Collana: Penne
Pagine: 335
Prezzo: € 13,50
ISBN: 9788897089988
"Cos'è la verità? La verità ha molte facce. È tutto e il contrario di tutto. E a volte può persino coincidere con una bugia".
Arsenio Pantone e Gildo Blumenthal sono imprenditori di due paesi vicini della Val di Brodima. Il primo gestisce una fabbrica di fuochi pirotecnici, il secondo una quaglieria. Tra loro non scorre buon sangue, sono ossessionati dal lavoro e nient'altro sembra essere importante. Ciò che ancor più li accomuna è l'incapacità di comunicare con i figli, che finiranno per allontanarsi dai padri con i quali non si è mai instaurato un rapporto.
Dagli anni Sessanta a oggi è raccontata la storia di Sara Pantone e Lucio Blumenthal, due bambini sconosciuti, legati da un destino comune. Sara ha perso la madre quando era molto piccola, in circostanze misteriose; abbandonata a se stessa, trova rifugio nell'amore delle donnemamme, figure fondamentali nella sua vita, perché la aiutano a crescere, le insegnano tante cose e a credere di poter realizzare i suoi sogni. Le regalano un puzzle enorme, dal risultato incerto, che accompagnerà i momenti rilevanti ed è metafora di un percorso difficile, quasi sempre in salita, ma ricco di obiettivi raggiunti, in grado di apportare felicità.
Lucio è un idealista, un creativo e mai ha sentito l'impiego nella quaglieria come qualcosa che gli appartiene; sceglie di abbandonare la sua città natale per viaggiare e vedere il mondo. Si inventa un lavoro, che rispecchia le sue doti caratteriali, il narratore di verità, ed è l'unico a farlo e per questo il successo è assicurato. I due si incontrano in età adulta, per una bizzarra circostanza: Lucio è richiamato in Val di Brodima per un incarico proprio da Gildo, che gli ha scritto perché ha bisogno di riallacciare i contatti con una donna misteriosa, Sara. Il ritorno a casa porta a galla vecchie ferite e verità sconvolgenti, legate alle due grandi aziende di famiglia, e il suo impegno si trasforma in un'indagine a tutti gli effetti, che svela segreti tenuti a lungo nascosti e minaccia l'intera valle e i suoi abitanti.

Tiziana D'Oppido immagina un protagonista nuovo, necessario, che vorremmo poter contattare al bisogno, quando non siamo capaci di dire la verità, un incaricato al posto nostro che ci tira fuori dalle situazioni difficili e dolorose.
"«In altre parole, signora, io agisco da intermediario, da messaggero, cioè rivelo a un destinatario indicatomi dal committente le verità belle e brutte al posto suo. Laddove per committente s'intende colui che per pigrizia, vigliaccheria o mancanza di tempo non ha modo di farlo da sé»".
Un Narratore di verità che fa tesoro di un'infanzia burrascosa, con tanti ostacoli e pochi appoggi, per far emergere la sua personalità e trovare il coraggio di esplorare l'ignoto.
Bellissima l'immagine di copertina che mette insieme tutti gli elementi della storia, così come il puzzle, dato in dono a Sara, che assembla pezzo, dopo pezzo, negli anni, a simboleggiare la sua ricerca di se stessa e il suo posto nel mondo.
Ogni personaggio è perfettamente descritto e caratterizzato: dai due avidi imprenditori, al tuttofare Uwe, alle premurose donnemamme, al diabolico ginesindaco. Il piccolo paese si anima con i suoi abitanti e i luoghi comuni che ne tratteggiano le particolarità, come le pettegole a ogni angolo o le ostilità che si protraggono da generazioni.
Con un linguaggio ricercato e un'attenzione alla scelta delle parole, l'autrice costruisce una storia familiare con tutti i suoi drammi, capace di far sorridere e contemporaneamente riflettere, per i temi attuali trattati, come sfruttamento dell'ambiente e degli allevamenti, inquinamento, corruzione, incomunicabilità genitori-figli. Un romanzo superlativo e frizzante, scorrevole e sincero, con un messaggio da tenere a mente: nessuno può intromettersi nel nostro futuro, impedendoci di realizzare i nostri sogni; tentare di trovare noi stessi per capire chi siamo e che cosa vogliamo diventare è un nostro diritto.


Veronica

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