14 gennaio 2018

La vendetta come cura dell'anima: Three billboards outside Ebbing, Missouri [recensione film]

THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI -
TRE MANIFESTI A EBBING MISSOURI


Regia e sceneggiatura: Martin McDonagh
Genere: Thriller/Commedia
Personaggi: Mildred Hayes (Frances McDormand), sceriffo Bill Willoughby (Woody Harrelson), agente Jason Dixon (Sam Rockwell), Charlie Hayes (John Hawkes), Robbie Hayes (Lucas Hedges), Anne Willoughby (Abbie Cornish), James (Peter Dinglage)

Tre cartelloni pubblicitari spiccano in una strada poco trafficata alle porte della città di Ebbing, nel Missouri. Mildred ha pagato un'ingente somma per mostrare a tutti la sua rabbia e la sua frustrazione:

STUPRATA MENTRE MORIVA

E ANCORA NESSUN ARRESTO?

COME MAI, SCERIFFO WILLOUGHBY?


Sette mesi sono passati dall'omicidio brutale della figlia Angela, adolescente problematica, che appare solo in un ricordo e di cui ben poco si sa. La polizia non ha un sospettato e benché meno una pista: l'inettitudine di tutti gli agenti spinge una madre disperata a un gesto che porta clamore, smuove la comunità e vede gli abitanti schierarsi a favore dello sceriffo, poiché afflitto da una malattia terminale, nonostante le valide motivazioni dietro a un'azione carica di significato.
Tante le richieste per togliere quegli imbarazzanti manifesti che mettono in discussione le forze preposte alla protezione della città e che qui invece vengono ridicolizzate. Emblematico il dialogo tra il pastore e la protagonista, che senza peli sulla lingua e ubriaca marcia, lo invita a sparire, perché per il solo fatto di appartenere alla "banda" dei preti pedofili è colpevole.
Mildred è una donna forte e caparbia, che porta fiori nel luogo del delitto, piange in silenzio la figlia uccisa da un uomo senza un'identità ed è disposta a tutto per trovare una risposta. A guidarla, un sentimento di vendetta, qualsiasi cosa possa smuovere le acque per arrivare alla verità, unica medicina in grado di curare la sua anima. L'attrice Frances McDormand incarna perfettamente questo personaggio complesso e verso il quale si prova un'empatia immediata. Una corazza di ghiaccio impossibile da scalfire, desiderosa di farsi giustizia, tanto da spingersi ad atti di estrema violenza. Una violenza non isolata, in quanto alimentata dalla stessa brutalità dell'agente Jason Nixon, zotico, omofobo e razzista, che raffigura qualsivoglia stereotipo: con i suoi modi di fare sempre sopra le righe, non dice mai la cosa giusta e non esita a mostrare il suo totale disappunto per l'operato di Mildred. Lo sceriffo Bill Willoughby, personalmente accusato da quei cartelli di incompetenza, cerca di far ragionare la donna, prima mostrandosi comprensivo, per poi tirar fuori gli artigli e minacciare conseguenze notevoli.

Una storia che ci porta nel cuore dell'America, in una piccola comunità dove tutti si conoscono e si sentono quindi in diritto di giudicare il vicino: diverso il modo di rapportarsi con Mildred, che incute timore, a differenza dello sceriffo, rispettato e difeso a spada tratta. 
Il tema della colpa attraversa ogni personaggio: Mildred per essere stata una madre poco attenta, il poliziotto Jason Nixon per non aver assolutamente capito che cosa significa rivestire un incarico di responsabilità come il tutore di legge, Bill Willoughby per non essersi impegnato abbastanza per risolvere il caso. Proprio quest'ultimo ricopre un ruolo emblematico, in quanto alla sua morte si farà coscienza degli altri; attraverso le sue parole, ogni personaggio compie un percorso di crescita non semplice, che li porta a fare i conti con i propri errori. Non a caso la frase che echeggia con effetto purificatore è chiave di volta dell'intero film: "la violenza genera solo altra violenza".
Tre manifesti a Ebbing, Missouri mi è piaciuto molto, grazie alla capacità del regista di trattare argomenti seri con lo stile che lo contraddistingue della dark comedy: ci troviamo così di fronte a una storia che fa emozionare, sorridere e commuovere. Tanti i colpi di scena, che trasformano una sequenza in un pugno allo stomaco. Interpreti perfetti nei loro ruoli, soprattutto Frances McDormand e Sam Rockwell, freschi dei Golden Globe, sicuramente meritati.


Veronica

Nessun commento:

Posta un commento