30 gennaio 2018

L'uomo di gesso di C.J. Tudor [recensione]

L'UOMO DI GESSO
di 
C.J. Tudor

Casa editrice: Rizzoli
Collana: Rizzoli narrativa
Traduzione: Sandro Ristori
Pagine: 348
Prezzo: € 20,00
ISBN: 9788817098144

In libreria dal 30 gennaio 2018
"I princìpi sono una gran cosa. Se puoi permetterteli. Mi piace pensare di essere un uomo di sani princìpi, ma è anche  vero che lo stesso vale per la maggioranza degli uomini. Il fatto è che tutti abbiamo un prezzo, tutti abbiamo dei punti deboli, delle leve che possono spingerci a fare cose che non sono proprio onorevoli. I princìpi non pagano il mutuo, non ti salvano dai debiti. I princìpi sono in realtà una moneta che non ha corso legale nel quotidiano tritacarne della vita. Un uomo dotato di princìpi è generalmente un uomo che ha tutto ciò che desidera. O che non ha assolutamente nulla da perdere".
Eddie Adams, soprannominato Eddie Munster, è nato e cresciuto ad Anderbury, una piccola cittadina dove tutti si conoscono. I suoi migliori amici sono Gav la Palla, Mickey Metallo, Hoppo e Nicky: scorrazzano in bici, passano le giornate insieme e ideano un codice esclusivo con i gessi colorati, che solo loro sono in grado di decifrare, così da tenere in disparte gli adulti.
Nell'estate del 1986 hanno solo dodici anni e le loro vite sono travolte e sconvolte da una serie di episodi a catena che, a un occhio attento, appaiono correlati. L'incidente al luna park, nel quale resta vittima una ragazza di diciassette anni, Elisa, un fatto terribile che porta Eddie a fare conoscenza con un nuovo professore della scuola, il signor Halloran, che per lui diventa un eroe e inaspettatamente un angelo custode, ma per gli abitanti della città un individuo pericoloso e non meritevole di alcun beneficio del dubbio.
Due morti assurde si susseguono ad Anderbury: Sean, il bullo di quartiere, nonché fratello di Mickey, cade nel fiume rovinosamente, mentre tenta di recuperare la sua amata bicicletta; il cadavere smembrato di un'adolescente del posto è scoperto dalla banda di Ed tra i boschi e, a distanza di trent'anni, ancora si cercano risposte e il colpevole più ovvio adesso non sembra così certo.

Eddie, voce narrante dei due piani temporali che costituiscono la storia, nel 2006 racconta il suo presente: è diventato un insegnante, vive nella sua vecchia casa e ha affittato una stanza a una donna dalla personalità originale, completamente diversa da lui, Chloe, per la quale prova un'attrazione che tiene a freno. Non intrattiene grandi relazioni e continua a frequentare i vecchi amici e, come fa notare la sua coinquilina, non perché siano tali, ma solo perché sono persone che conosce da tutta la vita e frequenta per consuetudine. Forse, c'è dell'altro: il passato condiviso, carico di bei ricordi e brutti momenti, continua ancora adesso a tenerli uniti. Mickey è l'elemento della banda a essersi allontanato, in parte per la scomparsa del fratello e in parte per l'incidente d'auto che ha portato Gav sulla sedia a rotelle. Si ripresenta alla porta di Ed dopo tutti questi anni, rivelando di conoscere l'assassino della ragazza ritrovata morta nei boschi e perché ha bisogno del suo aiuto per scrivere un libro di sicuro successo sui fatti di quell'estate che hanno cambiato le loro esistenze.

Il nucleo centrale della narrazione trova spazio per affrontare argomenti di contorno importanti: il bullismo e le violenze psicologiche in età adolescenziale; le proteste degli anti abortisti, capeggiati dal reverendo Martin, verso la clinica fondata da Marianne Adams. Quest'ultima tiene fede ai suoi princìpi e lotta per proteggere i suoi pazienti, mettendo a rischio l'incolumità della propria famiglia, sapendo che piegarsi alle ripetute minacce significherebbe darla vinta a loro.
La trama presentata al lettore è distorta, rimescola le carte in tavola continuamente e mostra i personaggi sotto due luci diverse, a seconda del punto di vista. Il protagonista aiuta il suo professore a salvare una ragazza, è grato al signor Halloran per il suo aiuto in una brutta situazione, ma non rivela mai quello che sa per salvarlo dalla condanna inflitta da Anderbury. L'autrice è brava nel creare un'immagine ambigua delle diverse figure in gioco, così da non capire fino alla fine chi siano i buoni e i cattivi, anche se molti rimangono al limite di entrambe le posizioni. E così diventa centrale il tema della colpa, di cui molti si macchiano, ma non arrivano mai al punto di sentire la necessità di confessare i propri peccati per liberarsi da un peso che per tutta la vita si sono portati appresso.
"Mi chiedo se i santi debbano vivere una vita del tutto libera dal peccato o se magari sia possibile condurre un'esistenza da peccatori, fare qualche miracolo qua e là ed essere proclamati santi lo stesso. In realtà sembra sia così che funzioni con la religione. Puoi ammazzare, stuprare, uccidere e mutilare, ma tutto sarà perdonato se ti penti. Non mi è mai sembrato tanto giusto. Ma è anche vero che Dio, come la vita, non è giusto. E poi, non è stato forse il signor Cristo in persona a chiedere: chi di noi è senza peccato? La maggior parte della gente ha fatto qualcosa di male a un certo punto della vita. Azioni che vorremmo cancellare, scelte di cui ci pentiamo. Tutti commettiamo degli errori. Ciascuno di noi ha dentro si sé il bene e il male. Solo perché uno fa qualcosa di terribile, si merita forse che quell'unica azione sovrasti e cancelli tutto il bene che ha fatto? O forse ci sono delle cose talmente cattive che nessun atto di bontà può redimerle?".
Dalla seconda parte della narrazione mi sono appassionata al thriller di C.J. Tudor, che fino alla fine non scioglie tutti i nodi che si accumulano nei due archi temporali. All'inizio è forte il citazionismo all'opera più famosa di Stephen King, IT: il gruppo di amici, i maltrattamenti di un gruppo più grande, un'entità spaventosa e indefinita che porta a uccisioni sospette, la violenza degli adulti nei confronti dei bambini. Poi la storia assume una propria personalità e si butta nell'intreccio e nelle connessioni tra i personaggi, inserendo qualche buon colpo di scena e preparando il lettore a un finale inaspettato e per niente banale. Mi posso ritenere soddisfatta dell'opera di esordio di questa autrice, della quale ho potuto leggere in anteprima L'uomo di gesso.

Veronica

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