5 febbraio 2018

Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman [frasi]


IL CORPO CHE VUOI di Alexandra Kleeman

"Dentro un corpo non c'è luce. Un'umidità densa, schiacciata su se stessa, forme che premono le une contro le altre, senza cognizione di dove si trovino. Si scompongono nell'affollamento, si disfano. Appoggi una mano sulla pancia e premi sul morbido, cercando di intuire con le dita che cosa sia successo. Dentro potrebbe esserci di tutto. Non c'è da sorprendersi, pertanto, che ci importi di più delle nostre superfici esterne: loro soltanto ci distinguono l'uno dall'altro e sono così fragili, dello spessore di un foglio di carta".
"Questa è la felicità, penso mentre l'aria condizionata ronza dietro di me come un gigantesco insetto. Mi formicola la faccia o forse è solo un lato che si è addormentato. Pensavo che la felicità fosse più calda, più accogliente, più avvolgente. Più eccitante, come le cose che accadono in televisione a chi fa televisione, e non questo torpore vagamente consolatorio che provo mentre le guardo accadere". 
"Vado in bagno a guardarmi. Mi metto davanti allo specchio e valuto la differenza tra l'aspetto che avevo ieri pomeriggio e quello che ho ora. In questo modo misuro la quantità di vita che mi ha tolto amare qualcuno, di persona, faccia a faccia".
"Mi stuzzico un brandello di pelle morta nel piede, un pezzetto bianchiccio che si è sollevato dal resto. Dev'essere successo mentre camminavo. Lo tiro e sento che mi si allunga la pelle del piede, ma il pezzo in sé non mi trasmette alcuna sensazione. Mi stava già lasciando. Se potessi guardarmi dentro e toccarmi le viscere, osservarle giorno dopo giorno, conoscerne il colore e la consistenza, forse mi sentirei più vicina a quei chili di materia organica che vivono in me, nel mio punto cieco. Ma fino ad allora lo strato esterno rimarrà la mia parte più intima, quella che se mi venisse rubata lascerebbe uscire tutta me stessa, il nucleo essenziale".
"Mi manca. Vorrei sentire la sua voce che mi dice qualcosa. Penso a lui che ascolta la mia voce che mi dice qualcosa. Penso a lui che ascolta la mia voce in segreteria più tardi, oggi pomeriggio, il mio respiro che preme contro il suo orecchio. Penso alle mie orme impresse su una terra molto, molto lontana. Mi piace pensare che una parte di me entri in contatto con una parte di lui, fosse anche solo il rumore dei miei passi con il suo timpano".
"C'è un lato di me che non so controllare, che non so frenare. [...] All'improvviso, come un lampo accecante, ricordo che esiste anche una me buona che lotta dentro la me che sono sempre". 
"Dentro il corpo non c'è Luce. Il sangue vi scorre senza avere cognizione di dove sia diretto, scivola sulle viscere, su parti di noi che sentono qualcosa ma che ne sono consapevoli. Ciò che percepiscono lo comunicano tramite impulsi nervosi al cervello, un organo pallido come un anfibio delle caverne che di suo non ha nervi. Dentro un corpo i pensieri non entrano mai a contatto con l'aria, con la Luce, finiscono per soffocare nell'Ombra".
"Ho visto le poche cose di cui mi importava dimenticarsi di me. Ho visto la vita per cui non ero fatta rimarginarsi intorno alla mia assenza, come una ferita. Mi tocco la faccia. Stringo la pelle fra le dita, la tiro. Non capisco cosa sia andato storto".
"Sto cercando di capire se qui dentro c'è qualcosa che può dirmi chi sono adesso. Perché nessuno vede me in me? Perché tutti vedono una persona che non sono mai stata?". 

A breve, su questo spazio la recensione!

Veronica 


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