19 febbraio 2018

Meno di zero di Bret Easton Ellis [recensione]

MENO DI ZERO 
di 
Bret Easton Ellis

Casa editrice: Einaudi
Collana: ET Scrittori
Traduzione: Marisa Caramella
Pagine: 185
Prezzo: € 11,00
ISBN: 9788806229948

Clay frequenta l'università nel New Hampshire. Ritorna a Los Angeles per trascorrere le vacanze di Natale: rincontra i vecchi amici e la sua ex ragazza Blair.
Una generazione perduta di giovani dediti all'alcool, alla droga, al sesso e alle feste, alla ricerca di qualcosa di irraggiungibile, che li porti a sentirsi finalmente in pace con se stessi e con il mondo, persi in un inferno in Terra senza via d'uscita, completamente impassibili di fronte agli orrori che si palesano continuamente.
Le giornate sembrano muoversi in autonomia rispetto al mondo che scorre velocemente, due binari indipendenti e paralleli destinati a non incontrarsi mai. 
Clay si alza la mattina, sniffa cocaina regolarmente, si reca da uno psichiatra dove a volte piange e a volte ascolta e non sente, per poi non dire mai niente di importante. Va al cinema, passa il tempo con altri ragazzi, ha rapporti sessuali con chiunque, ma in tutta questa frenesia che è la sua vita, niente resta e ogni cosa scivola via nella totale indifferenza. 
Osserva le sue sorelle che si atteggiano a donne, anche loro perse nel vortice della droga, con genitori assenti e divorziati, che fanno qualsiasi cosa, tranne ricoprire un ruolo di riferimento per i figli.
L'ambiente patinato di Los Angeles ha cresciuto una generazione di ricchi e viziati, dove anche la morte di giovani adolescenti non frena e non demorde dal vivere senza paura e con trasgressione esistenze senza futuro. L'autodistruzione? L'unico antidoto contro la noia.
Il sottofondo costante della televisione fissata sul canale Mtv, sempre accesa, a illuminare il grigiore quotidiano, non dissimula neanche per un instante la tristezza e l'opacità che avvolgono i personaggi. Quando Julian rivela di aver bisogno di una grossa somma di denaro per pagare un debito di droga, il segreto nascosto dentro questa dipendenza appare inimmaginabile. Costretto a prostituirsi, cerca di staccarsi dal suo protettore, ma è richiamato ad assolvere il suo compito: un uomo di mezza età abusa di lui, appaga le sue depravazioni e Clay rimane indifferente di fronte alla scena, come se ne fosse da un lato attratto e dall'altro non la comprendesse fino in fondo.
Giunto il momento di tornare al college, non si volta indietro, abbandona tutti, si lascia alle spalle una scia di adolescenti morti, infelicità e perdizione, mantenendo dentro di sé un vuoto di sensazioni ed emozioni:
- Cos'è importante per te, Clay?Cosa ti rende felice?
- Niente. Niente mi rende felice. Niente mi interessa, - le dico.
- Ti è mai importato qualcosa di me?
Non dico niente, abbasso gli occhi sul menù.
- Ti è mai importato qualcosa di me, Clay? - ripete.
-No, e di nessun altro, di nient'altro. Non voglio attaccarmi a niente, soffrirei troppo, dovrei preoccuparmi anche di quello. Si soffre meno, se si è distaccati.
Meno di zero è il primo romanzo di Bret Easton Ellis, pubblicato nel 1985, concepito inizialmente come tesi finale del corso di scrittura creativa. Frasi brevi e concise, stile secco, essenziale, senza giudizi e senza fronzoli: quello che l'autore offre è l'immagine peggiore di una gioventù consumata da una vita sregolata ed eccessiva, a cui non manca niente e allo stesso tempo manca tutto. Personaggi assorti nelle loro esistenze quotidiane, egoisti, frivoli e senza uno scopo ma, nella loro supercificialità, appaiono più umani che mai. 
Come recita quasi profeticamente il cartellone pubblicitario scorto da Clay in Sunset Boulevard con la scritta "Sparire qui", sono tutti destinati a essere schiacciati dalla loro incapacità di provare sentimenti.

Veronica

6 commenti:

  1. Interessante quando dici che "...nella loro superficialità, appaiono più umani che mai." Anche a mio avviso la superficialità è una delle caratteristiche umane più lampanti; probabilmente perchè è funzionale alla nostra sopravvivenza di individui come a quella della società.
    Però il fatto che Clay sia consapevole del distacco, mi pare un'apertura, un segno di speranza che ci viene gettato.
    Grazie per le tue recensioni, offri spunti interessanti.
    Ciao Michele.

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    1. Ciao Michele,
      sono d'accordo sul segnale di speranza che sembra sprigionarsi dalla presa di coscienza di Clay circa il suo distacco da cose e persone e da persone che considera cose.
      È un personaggio profondo nella sua superficialità e definito dall'autore in tutta la su complessità.
      Il prossimo libro di Bret Easton Ellis che vorrei leggere è "American Psycho", anche se il mio libraio di fiducia me lo ha sconsigliato. Tu lo hai letto?

      Sono contenta per "gli spunti interessanti", presto dovrò anche parlare di "Ultima uscita per Brooklyn"... arduo compito :-).

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    2. Ciao Veronica, non ho letto American Psycho. Però leggilo sicuramente, sono contrario a sconsigliare libri; per come la vedo io un libro è una cosa talmente intima che sconsigliarlo è inutile e inoltre se qualcuno ti da retta gli togli la possibilità di provare emozioni e conoscere e comprendere certe cose.
      P.S.
      Un libro poco conosciuto che mi è piaciuto tantissimo è L'uomo del banco dei pegni di Wallant.

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    3. Riguardo alla definizione di un personaggio: cercare di definire un personaggio è un'esperienza davvero speciale e profonda. Soprattutto un sacrificio per gli altri, per chi legge.

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    4. Mi annoto il libro da te consigliato: non lo conosco, ma dalla trama sembra molto interessante! Buone letture :-)

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    5. Grazie, buone letture anche a te!

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