16 marzo 2018

Annientamento di Jeff Vandermeer [recensione]

ANNIENTAMENTO
di 
Jeff Vandermeer

Casa editrice: Einaudi
Collana: Supercoralli
Traduzione: Cristiana Mennella
Pagine: 186
Prezzo: € 16,00
ISBN: 9788806218287
"Ma la cosa più inquietante era un lamento profondo, potente, all'imbrunire. Il vento dal mare e la strana immobilità dell'entroterra offuscavano la nostra capacità di calcolare la direzione, e quel rumore sembrava permeare l'acqua nera che bagnava i cipressi. L'acqua era così scura che rimandava l'immagine dei nostri volti, e non si increspava mai, inerte come vetro, mentre rifletteva le barbe di muschio grigio che soffocavano i cipressi. Udivi solo quel lamento profondo. È impossibile capire che effetto facesse senza essere lì. È impossibile anche comprenderne la bellezza, e quando vedi la bellezza nella desolazione qualcosa dentro di te cambia. La desolazione cerca di piantare radici nel tuo intimo".
C'è una regione remota, sconosciuta ai più, sulla quale circolano fantasie, chiacchiere e leggende. È un luogo insondato, che appare come un paradiso primordiale e nessuno davvero sa se esiste, nessuno sa cosa lo ha prodotto esattamente, né quanto tempo addietro. Neppure la Southern Research, l'agenzia governativa che ha l'obiettivo di studiarla e tenerla al riparo dall'opinione pubblica. Sono già undici le spedizioni inviate alla scoperta dell'Area X e la zona è ancora avvolta nel mistero più fitto. Tutto ciò che è noto è che l'area si è sviluppata a seguito di un evento catastrofico una trentina di anni prima: un cataclisma ecologico non ben specificato che la Southern Reach tiene segreto persino agli scienziati prescelti per le cicliche missioni.
È il turno della dodicesima. Una psicologa, un'antropologa, una topografa, una biologa sono le componenti. Accuratamente scelte? Sembrerebbe di sì, ma forse non tutte sono state selezionate per la loro professione...
Quello che si trovano ad affrontare è sconosciuto, un'incognita potente come la Creazione stessa: una Natura padrona dell'area, un ecosistema nuovo, silenzioso e stranamente vigile, dove non tutto è ciò che sembra.
Armate di fucili e semplici coltelli, con attrezzature da campo in dotazione a qualunque spedizione non specifica, le quattro si incamminano nell'area, certe di doverla soltanto esplorare, ma quel che trovano al loro arrivo è ben lontano da quello che l'agenzia aveva prospettato: è un groviglio di inganni e terrore, che mette a prova durissima la prontezza di ciascuna.
Vincerà non solo la più scaltra, ma l'unica pronta davvero a tutto.
"Per quel che mi riguarda, contava poco quali bugie mi raccontassi, perché la mia esistenza nel mondo di tutti i giorni era vuota ormai come l'Area X. Non avendo più punti fermi, avevo bisogno di essere qui. Quanto alle altre, non so cosa si raccontassero, né volevo saperlo, ma credo che tutte simulassero almeno un certo grado di curiosità. La curiosità poteva essere una distrazione potente".
Un romanzo di fantascienza inconsueto e godibile, per chi è attratto dai misteri sottili e da un inevitabile senso di destino. Mi ha ricordato Solaris di Stanislaw Lem, dove l'incomprensibile pianeta di un lontano sistema solare, grazie alla propria peculiare composizione, è in grado di interagire psicologicamente con coloro che vi navigano intorno, modificando la loro percezione della realtà. Anche qui, come in Solaris, il grande protagonista è proprio l'area X, che mette alla prova incessantemente i propri visitatori portandoli a non fidarsi  neppure di se stessi.

Con uno stile misurato e descrittivo, come si addice alla scienziata di cui seguiamo il punto di vista, Vandermeer costruisce un paesaggio inquietante, tanto verde quanto immobile, e un personaggio dolente che non cede mai all'autocommiserazione: una donna che si sente fuori posto ovunque, tranne che davanti ai suoi amati ecosistemi. A modo suo, l'autore ci mette di fronte alla questione ecologica, della quale non ci si interessa mai abbastanza. E attenzione: la Natura ha tutti gli strumenti per essere vendicativa.

Alessandra

1 commento:

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