11 marzo 2018

Chiamami col tuo nome di André Aciman [recensione]

CHIAMAMI COL TUO NOME 
di
André Aciman

Titolo originale: Call me by your name
Casa editrice: Guanda 
Collana: Narratori della fenice
Traduzione: Valeria Bastia
Pagine: 271
Prezzo: € 17
ISBN: 9788823517578

Elio ricorda l'estate di venti anni fa, quando aveva solo diciassette anni e passava le vacanze nella villa di famiglia nel Ponente ligure. Il padre ospita, come da tradizione, uno studente al lavoro sulla ricerca di post dottorato, in cambio di una mano con le scartoffie:
"L'ospite dell'estate. L'ennesima scocciatura".
Oliver è un giovane americano di ventiquattro anni, brillante, biondo, bellissimo, spensierato e dai modi sfacciati, una "muvi star" come lo chiama sua madre. Tutti ne restano affascinati e in maniera inaspettata, quasi subdola, riesce a far breccia sul cuore e sulla mente del protagonista. 
Le giornate scorrono e i due giovani sembrano studiarsi, scambiandosi pareri su letture e musica, facendo lunghe traversate in bicicletta o semplicemente condividendo lo spazio intorno alla piscina, senza quasi considerarsi. Un gioco di seduzione inconsapevole, che porta Elio a domandarsi se quello che avverte lo percepisce anche Oliver o se è tutto frutto della sua immaginazione.
In uno dei soliti pomeriggi, entrambi trovano l'occasione di rivelare quelle sensazioni che per settimane li hanno turbati, con la paura che quel momento possa cambiare tutto e stravolgere completamente la sicurezza delle proprie vite. Nella piazzetta, di fronte al mare, Elio è il primo ad aprirsi e, per la prima volta, senza essersi preparato prima un discorso: la sua paura più grande è ripensare a quel giorno a distanza di tempo e rimpiangere di non aver detto la verità sui suoi sentimenti.

Andrè Aciman racconta una passione sopra le righe, che niente ha a che fare con l'amore, e dà vita al desiderio in tutte le sue forme parlandone perfettamente attraverso le parole, i movimenti e i pensieri di un giovane ragazzo che mai nella sua esistenza si è sentito così scombussolato. Ad attrarlo sin da subito, uno sconosciuto, più grande di lui, con il quale sente delle affinità legate alla religione, ai classici della letteratura, a ogni forma di cultura, ma si convince di avere di fronte la persona più odiosa che abbia mai conosciuto, perché più semplice che fare i conti con i propri sentimenti, esprimere quello che sente dentro e soprattutto affrontare un possibile rifiuto.
Una stanza li divide ed Elio resta in silenzio sul suo letto per lunghi pomeriggi e notti interminabili nell'attesa di sentire un rumore di passi riconoscibile, così da sapere che lui è tornato ed è di nuovo vicinissimo. Osserva il colore del costume e lo associa a uno stato d'animo, così da prepararsi all'umore del giorno, audace, ciarliero, vivace o irritabile? Lo sogna la notte e fantastica di giorno.
Una tensione che mai lo abbandona e lo spinge a comportarsi in modo sconsiderato, come entrare nella stanza dell'ospite quando non c'è e perdersi nel profumo dei suoi vestiti, fino a indossare il suo costume.
Per lunghe settimane si scrutano e si osservano, provano a evitarsi, ma un desiderio forte, fatto di ossessione e paura, li porta ad avvicinarsi. Si danno appuntamento e si incontrano nel cuore della notte: imbarazzati, curiosi e felici, finalmente riescono a comunicare con i loro corpi quello che a lungo si sono tenuti dentro e a condividere un'intimità totale:
"Se ti fermi mi uccidi, se ti fermi mi uccidi, perché era anche il mio modo di chiudere il cerchio tra sogno e fantasia, tra me e lui, parole tanto agognate, dalla sua bocca alla mia e di nuovo alla sua, parole che passavano di bocca in bocca, e forse è stato allora che iniziai a pronunciare oscenità che lui ripeté dopo di me, prima con dolcezza, finché mi disse «Chiamami con il tuo nome e io ti chiamerò col mio», non l'avevo mai fatto prima e, non appena pronunciai il mio nome come se fosse il suo, mi ritrovai trasportato in una dimensione che non avevo mai condiviso con nessuno prima, né mai avrai condiviso dopo".
Entrambi sanno che la loro storia non è destinata a durare e che la separazione è vicina. Con questa consapevolezza scelgono di passare i due giorni precedenti alla partenza di Oliver a Roma, dove lui si deve recare per incontrare l'editore del suo libro. Visitano alcuni posti che per sempre ricorderanno come i loro luoghi speciali, partecipano a una presentazione in libreria, passano la serata con diversi intellettuali, per poi dirsi addio senza rimpianti.

Chiamami col tuo nome è un libro delicato, intenso, che racconta la profondità e l'ingenuità di una passione incontrollabile, che non è solo fisica. Due ragazzi che hanno paura di affrontare il proprio desiderio e scoprire che cosa succede se dovessero capire che è ricambiato. Una voglia di unirsi, appartenersi, confondersi l'uno nell'altro, tanto da diventare una cosa sola: il momento che suggella questo legame è la scena bellissima e complessa che vede Oliver mangiare la pesca, che prima è stata di Elio, in Elio.
Un romanzo sulla crescita, sull'unicità di una relazione che trasforma chi ha avuto e poi perduto, sul dolore come controparte della gioia più assoluta, sui ricordi che hanno il potere di turbare a distanza di anni e sul tempo che non cancella il passato, ma ancor più forte lo evoca.

Il film di Luca Guadagnino, che ho visto prima di leggere il libro, è pura poesia, commovente, ipnotico, con una bellissima fotografia, una colonna sonora trascinante e attori che trasmettono tutte le emozioni possibili. I singoli elementi in gioco sono in armonia l'uno con l'altro e la macchina da presa si sofferma sugli sguardi, sui corpi e sul paesaggio creando un'atmosfera elegante, erotica e non volgare.


Consiglio di vederlo in lingua originale, così da cogliere tutte le sfumature linguistiche che invece nel doppiaggio sono state troppo appiattite.
Di questi giorni la notizia di un seguito al quale il regista sta lavorando, forse sulla parte finale del romanzo che descrive un incontro a distanza di quindici anni, dove Oliver e Elio capiscono ancora di più come sia impossibile cancellare quell'estate dai loro cuori e dalle loro menti:
"Questa cosa che quasi non fu mai ancor ci tenta".
Veronica

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