28 marzo 2018

Guardrail di Eva Clesis [recensione]

GUARDRAIL
di
Eva Clesis

Casa editrice: Las Vegas edizioni
Collana: i jackpot
Pagine: 152
Prezzo: € 10
ISBN: 9788895744070
Prima edizione: 2008
Nel 2017 è uscita la seconda edizione con una nuova copertina.

Assunzione Maria Addolorata De Caro al compimento dei sette anni viene battezzata nuovamente in casa dai genitori un tantino alticci, che decidono di cambiarle il nome in Alice, allontanando ogni possibile rimasuglio delle origini del Sud. Il padre Tony è nato a Montemesola, Taranto, e la scelta di dare alla figlia il nome della nonna materna è un vano tentativo di intenerire il cuore di pietra della madre, amareggiata per il trasferimento ad Asti e allo stesso tempo contraria a un possibile ritorno della famiglia, che la obbligherebbe a ospitare la nipote "mezzosangue" e la moglie inglese Fiona, che non hanno di certo la sua approvazione.
In un terribile incidente perdono la vita il padre e la madre e per Alice niente sarà più come prima: come la protagonista del suo libro preferito, Alice nel paese delle meraviglie, si trova catapultata in un mondo che non le appartiene, in una realtà che non riconosce, spaesata per i problemi con la lingua italiana, che mai riesce a fare propria. Questa nuova esistenza è tutt'altro che un sogno e per lei è inaccettabile adattarsi a una quotidianità che è peggio di una prigione. Costretta a trasferirsi dalla nonna paterna, donna fredda e severa, a frequentare una scuola, dove le amicizie sono false e traditrici, delusa da un amore non corrisposto, comincia a meditare di scappare per raggiungere l'Inghilterra, dove abitano i genitori della madre.

Guardrail è una storia che si suddivide in due parti, classificabili in un prima e un dopo, etichette che la stessa Alice usa come spartiacque di eventi cardine della sua vita. All'inizio è descritta la protagonista, il suo passato, i genitori che per poco tempo l'hanno cresciuta e com'è diventata a seguito della convivenza forzata con una vecchia signora, con la quale non sente alcuna parentela: la nonna è dispotica, sempre rigida in tutto, talvolta manesca e con atteggiamenti che alimentano la rabbia e il desiderio di vendetta di una giovane ragazza che non ha alcun punto di riferimento. Ed è proprio la vendetta a guidare molte delle sue azioni, che le fanno terra bruciata intorno. E così, scegliere di abbandonare tutto diventa semplice, perché non c'è niente per cui valga la pena restare. Con pochi soldi e poche speranze decide di fare l'autostop per conoscere le uniche persone rimaste  legate alle sue origini: persone sconosciute, di cui non sa nulla, ma per le quali è disposta a rischiare l'ennesima delusione, considerata più accettabile di un'esistenza a Montemesola. La seconda parte racconta di questo breve viaggio verso l'aeroporto di Brindisi, ricco di sorprese, colpi di scena e con un buon livello di tensione, che ha reso il finale ancor più originale. A bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso, Alice dovrà affrontare nuove sfide e nuovi ostacoli, che la separano dalla realizzazione di una vita serena e con accanto qualcuno da poter chiamare di nuovo famiglia.

L'inizio è dei più teneri e sognanti, complice l'accostamento con una fra le favole più celebri; l'autrice cambia poi registro e si addentra in una strada dalle tinte cupe e tristi. Eva Clesis costruisce un personaggio che vive un forte disagio con gli altri, con se stesso e con il mondo che la circonda. Il destino non è stato clemente con lei e di fronte alle difficoltà, le reazioni non possono che essere al limite della frustrazione, della collera e dell'eccesso. Un libro ben scritto, attuale, netto nelle posizioni e per niente consolatorio: tutto funziona e la lettura scorre velocemente.
Il messaggio che è arrivato a me è questo: per quante ingiustizie e delusioni siamo chiamati ad affrontare sarà più facile digerire l'amaro boccone se puntiamo i piedi e facciamo emergere la parte di noi stessi più tosta, risoluta e decisa, senza farci piegare da niente e nessuno.

Veronica

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