12 aprile 2018

La memoria di Old Jack di Wendell Berry [recensione]

LA MEMORIA DI OLD JACK
di
Wendell Berry

Casa editrice: Lindau
Collana: Senza frontiere
Traduzione: Vincenzo Perna
Pagine: 240
Prezzo: € 19,50
ISBN: 9788867085859
"Anche se in questo momento è curvo sul suo bastone sotto il portico dell'hotel di Port William, lo sguardo fisso nella prima mattinata fresca di settembre del 1952, Jack non è lì. È a quattro miglia e sessantaquattro anni di distanza, all'epoca in cui aveva una musica dentro di sé e si sentiva leggero. Dalle altitudini di quell'epoca la mente plana di nuovo verso di lui come un uccello sulla testa di una statua, e un altro giorno della sua vecchiaia illumina la strada".
Port William, 1952, prima dell'alba. Old Jack si affaccia sul portico, osserva la strada, ascolta i rumori della sua città in procinto di svegliarsi e che piano, piano prende vita. Ormai è anziano, il più vecchio fra coloro che conosce, e si abbandona ai ricordi di esperienze del passato che lo hanno portato dov'è ora.
La sua eredità è tutta concentrata nelle mani, forti e avvezze allo sforzo: lui è un agricoltore e niente può cambiare questo fatto. Pieno di debiti e speranze, conosce Ruth, una donna bellissima, ma molto diversa da lui: il matrimonio non sembra suggellare un'unione serena, bensì un rapporto che s'incrina ancor prima di cominciare. Jack costruisce con impegno la casa che dovrà accogliere la sua famiglia, illudendosi di far breccia sul cuore della sua donna, che magari  lo guarderà con occhi diversi, invece che celati sempre da un velo di disapprovazione.
"Lui la conquistò coi suoi difetti, lei lo accettò come una sorta di «terreno di missione», e il risultato fu il naufragio dell'esistenza di entrambi. Lui la legò a sé rinnegando l'energia che in verità lo congiungeva a lei. Lei gli si legò grazie a un'immagine che Ruth, in seguito, avrebbe scoperto essere molto al di sotto di sé. L'ambizione di Ruth sarebbe sempre rimasta per Jack estranea e straniante, esattamente quanto per lei l'ardore e la forza del desiderio del suo compagno".
Dalla loro unione nasce una figlia, Clara, con la quale non si è mai creato un legame solido e complice.
Il suo destino è segnato da solitudine e duro lavoro: la forza che lo fa andare avanti deriva dalla sua terra, che coltiva senza sosta, benedicendo ogni frutto maturato. È costretto a chiedere continuamente soldi per mantenere la fattoria, acquistare nuovi terreni, ma niente procede senza ostacoli, così osserva come i suoi sforzi non sono ripagati da risultati, e più volte si ritrova al punto di partenza.
"Quando aveva sei anni, la mente di Jack aveva già acquisito uno dei suoi atteggiamenti caratteristici, quello di voltare le spalle alla casa, alle perdite, ai fallimenti e alle limitazioni della storia per volgersi verso la terra, verso i boschi e i campi della vecchia fattoria, nei quali avvertiva già schiudersi una sconfinata promessa di abbondanza".
Ricorda l'unica persona che ha davvero amato e dalla quale si è sentito ricambiato: Rose McInnis. Rimasta vedova, comincia a frequentarla, consapevole di attirare l'attenzione delle chiacchiere di paese. Ma cosa importa? Per la prima volta nella sua vita, assapora un sentimento vero, che lo fa correre audacemente ogni notte da lei.
Ripensa all'uomo con il quale prende piede una battaglia silenziosa per conquistare una nuova proprietà, Sims McGrother. Jack ha architettato un piano per avere la meglio, dimostrandosi in quella sola occasione ambizioso, convinto che una nuova terra avrebbe portato nuova linfa al suo matrimonio.

Jack Beechum rappresenta la memoria storica di Port William: attraverso i suoi ricordi apprendiamo qualcosa di alcuni membri di questa comunità, dove tutti si conoscono e in qualche modo sono collegati gli uni agli altri. L'ultimo giorno della sua vita si ritrova immobile in alcune zone della città, mentre la sua mente viaggia a ritroso e ripercorre il passato, gli errori commessi, i fallimenti collezionati, per rivivere momenti di gioia, ma soprattutto di dolore.
Il protagonista si lascia cullare dai rumori, dal paesaggio, dai volti noti del suo villaggio, che è tutto il suo mondo, e fa un bilancio della sua esistenza in maniera netta e spietata.
La narrazione procede per lunghi flashback che svelano porzioni di memoria e creano un'atmosfera malinconica e suggestiva. Durante la lettura si è talmente immersi nella voce dei ricordi, da sentirsi seduti sotto quel portico o nella panchina accanto al vecchio Jack ad ascoltare la storia di una vita così ricca e potente nella sua semplicità, che rappresenta uno stile di vita lontano da quello odierno volto al progresso a ogni costo, ma dal quale sicuramente c'è da imparare.

Veronica

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