14 aprile 2018

Questo è il mio sangue di Élise Thiébaut [recensione]

QUESTO È IL MIO SANGUE 
di 
Élise Thiébaut

Casa editrice: Einaudi
Collana: Super ET Opera Viva
Traduzione: Margherita Botto
Pagine: 216
Prezzo: € 14,00
ISBN: 9788806236090

Sono sicura che se in questo momento uscissi per strada gridando "Mestruazioni" riceverei sguardi spaventati oltre che perplessi, molti di più che se gridassi "Puttana!".
Questo controsenso mostra candidamente quale sia forse il più grande tabù che non siamo ancora riusciti ad abbattere, ed è un tabù prettamente femminile. Se nei decenni abbiamo imparato a scandalizzarci sempre meno per uomini e donne nudi, nelle pubblicità o nei film, per le scene di sesso (tutti lo facciamo, in fondo), per il turpiloquio che è ormai sdoganato sia nella vita quotidiana, di fronte al proprio capo e persino nel linguaggio tenuto dai rappresentanti delle istituzioni; se tutto sommato ci dà un senso di liberazione parlare di malattie croniche dai tratti morbosi, o più semplicemente di cacca o pipì, ancora si percepisce un imponente disagio nel parlare o semplicemente riferirsi alle mestruazioni.
Si va da "Le regole", "Ho le mie cose", "Arriva la marchesa", "Ho i miei giorni", "Ho il ciclo", fino a un più generico "Sono arrivate", per sentirsi rispondere, quando se ne parla un po' più nel dettaglio, "Falla finita, mi fa impressione" (di solito sono gli uomini, ma non solo).
Come suggerisce l'autrice, la giornalista Élise Thiébaut "Le donne subiscono una forma di oppressione che nessun uomo subirà mai", principalmente perché non sono predisposti dalla natura per avere le mestruazioni, in seconda battuta perché, forse, nel profondo, temono qualcosa che non capiscono. E dato che il mondo è da millenni maschilista, gli uomini hanno fatto in modo di demonizzare una caratteristica che non solo è del tutto naturale ma è proprio quella che permette all'umanità di esistere. Se le mestruazioni non ci fossero, il mondo sarebbe deserto. Per la serie, "Se non posso averlo io non lo avrà nessun altro", finendo per far vergognare le donne della loro condizione del tutto inevitabile.
E allora non parlarne, non sta bene, nascondi il sangue e profumalo con assorbenti plastificati che producono irritazioni, imbottisciti di antidolorifico, del resto con un tampone interno puoi fare quello che vuoi, puoi dimenticarti di essere una donna e andare a cavallo o nuotare senza pensieri, basta che non ce lo fai sapere. Sei stanca, ti duole la pancia, non riesci a tirarti su dal letto? Poche lagne: non pensarci e vai avanti E non fare l'isterica! Cosa'hai, le tue cose?

Il pregio di questo saggio è di avere un approccio a tutto tondo per quel che riguarda le mestruazioni. Non saranno risparmiate spiegazioni anche brutali del funzionamento del corpo, ma neppure interpretazioni antropologiche, psicologiche, di storia e persino di religione, con uno stile brillante e non accademico.
Come siamo giunti a considerare una peculiarità imprescindibile come se fosse un odioso tabù, e che approccio abbiamo oggigiorno con superstizioni e pregiudizi durissimi a morire? Senza contare che, con miliardi di donne che sanguinano per una settimana al mese, anche il mercato delle protezioni igieniche si frega le mani...
Temevo di trovarmi davanti a un saggio dal linguaggio ampolloso e tecnico e invece l'ho letto in tre giorni, veloce ma non vacuo.
Consigliato a tutti.

Alessandra

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