25 maggio 2018

Fantasie di Stupro di Margaret Atwood [recensione]

FANTASIE DI STUPRO
di 
Margaret Atwood

Casa editrice: Racconti edizioni
Traduzione: Gaja Lombardi Cenciarelli
Pagine: 303
Prezzo: € 18,00
ISBN: 9788899767198

Dopo aver molto apprezzato Il racconto dell'ancella, mi ero ripromessa di leggere qualcos'altro della Atwood e l'occasione si è presentata con questa raccolta di racconti approdata alla sua prima edizione italiana solo quest'anno, nonostante provenga direttamente dagli anni Settanta.

È interessante infatti notare il mondo in cui si muovono i personaggi, senza telefoni cellulari o internet, ma non fa difetto di tutte le complessità che ancora muovono il nostro, di mondo, dopo quarant'anni. Ogni racconto è a se stante ma contiene un elemento che si ritrova nel successivo, un piccolissimo dettaglio che ti fa immaginare che i personaggi si sfiorino, si conoscano, o siano gli stessi sotto mentite spoglie.
Tra racconti completi e qualche finale aperto, troviamo tante donne ma non solo, ognuno prigioniero della propria quotidianità, della stretta sociale, di quello che ci si aspetta da loro come persone. Il grande filo rosso che collega tutti i racconti è il non detto. È a causa di ciò che non si ha il coraggio di dire, o di chiedere, se una giovane ragazza di buona famiglia non riesce a liberarsi di un'amicizia molesta, se una coppia di giovani coniugi continua consapevolmente a ingannarsi dietro a un velo di apparenti cortesie, o se un giovane professore non arriva ad arginare le crescenti bizzarrie di un collega. 
Tra carriere in stallo e studi agli sgoccioli, viaggi riparatori e brughiere azzurre, ci sono molte anime infreddolite, rese distanti a causa della paura della vita che nessuno ha saputo spiegare loro e nella quale sguazzano come turisti incerti.
"Ricordava il suo primo ragazzo, il nerboruto, accomodante Bill Decker, con la sua macchina bicolore che perdeva sempre la marmitta. Avevano passato un sacco di tempo parcheggiati in viuzze laterali, a strofinarsi l'uno contro l'altra sotto tutti quegli strati di stoffa. Ma anche in quella foschia sensuale, il bozzolo di respiri e pelle che si tessevano addosso reciprocamente, quelle conversazioni telefoniche che equivalevano a toccarsi, lei sapeva che si trattava di qualcosa che non avrebbe dovuto coinvolgerla troppo. Probabilmente ormai lui si era inflaccidito, si era sistemato. Lei aveva avuto relazioni con altri uomini da allora, ma li aveva trattati tutti allo stesso modo. Circospezione".
Non fatevi ingannare dal titolo, tutto italiano, che allude a Fantasie di stupro e a tematiche prettamente femministe (il titolo originale è Dancing Girls and Other Stories): sono storie di insicurezza e precarietà, di tenacia nonostante tutto, e di umanità. Il femminismo c'è, al pari di matrimoni in fallimento o in costruzione.

Consigliato? Sì.

Alessandra

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