16 maggio 2018

Il mio SalTo2018: tanti incontri, acquisti contenuti e aria di libri


Un'edizione da record: così è stato descritto il Salone 2018. Sicuramente per i numeri, 144386 visitatori unici al Lingotto, contro il 143815 dell'anno precedente, ai quali si aggiungono le presenze al Salone Off, 26400 nel 2018, 25000 nel 2017.
Una fiera che si è contraddistinta per gli ospiti importanti, per le file lunghe, interminabili, per assistere alle presentazioni di autori o personaggi di spicco dell'attualità; un nuovo padiglione, defilato rispetto allo spazio principale, dove è stato allestito il caffè letterario e sono stati posizionati trenta editori che hanno risentito di una collocazione disagiata.
Quest'anno, ho contenuto gli acquisti, solo quattro libri, perché vorrei cercare di smaltire la pila di romanzi che affollano la mia libreria e ancora non ho letto; mi sono dedicata agli incontri, riuscendo a partecipare a tutti quelli preventivati, tranne uno (purtroppo non è bastata l'ora e mezzo di anticipo per Maestri del cinema: Bernardo Bertolucci si racconta a Luca Guadagnino, che peccato!) e ad altri che mi hanno permesso di conoscere nuovi libri e nuovi autori.

Appuntamenti di venerdì 11 maggio

- Presentazione di Terrore Anale. Appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale del filosofo transgender Paul B. Preciado, edito da Fandango, con interventi di Maya De Leo (docente universitaria del primo corso in Italia di storia dell'omosessualità), Cristiano Lo Iacono (filosofo, Maurice GLBTQ) e Luca Scarlini (saggista e storyteller). Un pamphlet cult decisamente forte e complesso, che riscrive la storia della sessualità, spostando l'attenzione su una zona da sempre relegata alla sua funzione biologica, facendole riconquistare la centralità del desiderio, del piacere e del potere.
- Incontro con Nina Brochmann e Ellen Stokken Dahl due blogger e studentesse universitarie che hanno scritto Il libro della vagina. Meraviglie e misteri del sesso femminile, edito da Sonzogno. Il testo si pone l'obiettivo di rendere le donne più consapevoli del proprio corpo e lo fa mantenendo sia un tono scientifico, che un tono più leggero. La lettura è consigliata anche agli uomini e sfata molti tabù sulla sessualità e sui miti che per anni hanno accompagnato la maggior parte delle credenze in materia, in diverse culture, per generazioni.
- Marco Missiroli dialoga con Pierric Bailly autore de L'uomo dei boschi, edito da Clichy. Un libro intimo, personale, che è, a tutti gli effetti, un'opera di verità: un testo introspettivo e lucido, che racconta di un padre che non c'è più, del sentimento della perdita e della solitudine, della natura e dei luoghi che comunicano costantemente, di chi resta e di che cosa resta dopo la morte. Un'operazione letteraria che compie lo scrittore per liberarsi del lutto e innesca così un meccanismo universale di elaborazione del lutto.
- Incontro con Guillermo Arriaga, regista, sceneggiatore e autore del romanzo Il selvaggio, edito da Bompiani. Si alza in piedi, come forma di rispetto verso tutti coloro che sono lì a sentirlo e perché a tutta la platea vuole raccontare l'importanza della parola scritta, in grado di comunicare di più di mille immagini. Un buon libro deve graffiare e ferire il lettore, per poi curarlo; quando un libro cade per terra, deve spruzzare vita. Un'artista deve portarci in un luogo, dove mai avremmo pensato di poter andare.

Appuntamenti di sabato 12 maggio
- Incontro con Alice Sebold, autrice di Amabili Resti e Lucky. Su quest'ultimo romanzo, a distanza di diciotto anni dalla pubblicazione, hanno dialogato l'autrice e la relatrice Tiziana de Rogatis. Un libro autobiografico, frutto di una riflessione di anni che ha preceduto la stesura, che racconta lo stupro subìto in un parco pubblico. Lo stupratore è stato preso e condannato alla pena massima, perché una giovane donna bianca è stata violentata da un uomo nero, la vittima era vergine e, dopo la visita medica, è stata fotografata con abiti castigati. Un dato molto forte e sconcertante, che non può lasciare indifferenti.
- Incontro con Joël Dicker, il cui nuovo romanzo La scomparsa di Stephanie Mailer è appena uscito per La nave di Teseo. Lo scrittore  ha parlato di che cosa è per lui la scrittura e del ruolo importante del lettore. La stesura di un romanzo non è mai preceduta da uno schema, in quanto scrivere e sbagliare gli permettono di acquistare consapevolezza: "Non avere un piano mi rende certo che il lettore non si perderà". Evita le descrizioni dettagliate, perché colui che si immerge nella storia deve essere libero di immaginare un volto, un luogo, una sensazione.

Appuntamenti di domenica 13 maggio
- Incontro con Fernando Aramburu, vincitore del Premio Strega europeo con il romanzo Patria tradotto da Bruno Arpaia ed edito da Guanda. I Paesi Baschi, la difficile storia dell'ETA, un testo che è testimonianza della storia per i cittadini, personaggi delineati con attenzione, unici e singolari, perché non devono essere semplicemente contenitori di idee. Il tema del perdono è centrale, un sentimento umano che trova terreno fertile nei libri: "Sareste capaci di perdonare chi vi ha portato via qualcuno che per voi significava tutto?".
- Incontro con Sacha Naspini, autore del romanzo Le Case del malcontento, edito da Edizioni E/O. Un'opera corale, metanarrativa, dove la vita di paese è avvertita come povera, senza prospettive; il destino degli abitanti di Le Case si intreccia in maniera complessa, imprevista, nel bene e nel male.
Un invito alla lettura che ha  visto i gruppi "Neri Pozza Bookclub" della Biblioteca civica musicale Andrea Della Corte di Torino e "Leggo letteratura contemporanea Vasco Pratolini" di Firenze collegati in videoconferenza.
- Herta Müller dialoga con Andrea Bajani in occasione del conferimento del Premio letterario internazionale Mondello. Divisa tra lingua romena e lingua tedesca, l'autrice ha raccontato, come poche altre voci sono riuscite a fare, le contraddizioni del Ventesimo Secolo. Figlia di contadini, vissuta a contatto con la natura, ne ha avvertito la presenza minacciosa, che l'hanno divorata e fatta sentire costantemente non all'altezza. Il silenzio è una presenza forte nei suoi scritti e con le dittature del passato e del presente questo silenzio diventa pregnante: non si può esternare ciò che si pensa, bisogna imparare a tacere, ma anche con i silenzi è possibile comunicare e la dittatura punisce questi schemi.

Il Salone è finito, ancora se ne parla, la nostalgia si avverte nello scorrere i social network, nel leggere i giornali, nell'ordinare i libri acquistati. Conserviamo gelosamente i ricordi di un evento che ogni anno si attende con trepidazione e segniamo le date della prossima edizione: tutti liberi dal 09 maggio al 13 maggio 2019!

Veronica

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