30 maggio 2018

L'altra Grace di Margaret Atwood [recensione]

L'ALTRA GRACE
di
Margaret Atwood

Casa editrice: Ponte alle grazie
Collana: Scrittori
Traduzione: Margherita Giacobino
Pagine: 565
Prezzo: € 20
ISBN: 9788868337377

Chi è Grace Marks? Una povera vittima della sfortuna o un'assassina abile e spietata?
Coloro che l'hanno osservata in tribunale, gli avvocati, i giornalisti, l'opinione pubblica,  dipingono un'immagine netta di una donna capace di tutto per ottenere quello che vuole. Un viso angelico, una capigliatura rosso fuoco e due occhi di ghiaccio che nascondono la vera natura di un'anima malvagia.
Grace ha appena sedici anni quando viene accusata insieme allo stalliere James Mcdermott di aver ucciso il padrone Thomas Kinner e la governante, nonché sua amante, Nancy Montgomery: per l'uomo non c'è niente da fare, la punizione è l'impiccagione; per lei la condanna a morte è commutata con un periodo in manicomio per sospetta insanità mentale, poi in ergastolo per concorso in omicidio. 
Ormai in carcere da molto tempo, non ha più speranze di essere graziata, nonostante l'operato del "comitato per la Grazia a Grace Marks" guidato dal reverendo Enoch Verringer che per anni non si dà per vinta e cerca di dar voce a quella parte che crede fermamente nella sua innocenza. Proprio quest'ultimo si rivolge al giovane dottor Simon Jordan, giovane psichiatra impegnato nella cura delle malattie mentali, chiamato ad analizzarla e a provare la sua estraneità ai fatti.
La versione di quel giorno non ha tinte chiare e definite, è cambiata a seconda delle indicazioni del suo avvocato, il signor MacKenzie, perché Grace non ricorda con esattezza che cosa è successo. Una strategia o una reale perdita di memoria dovuta allo shock subìto?

La verità ha molte facce, ma ciò che è certo è che tutti mentono, per diversi motivi: per difendere la reputazione, salvare le apparenze, non far soffrire una persona cara, salvarsi la vita.
Grace ha un'ultima possibilità e cerca di sfruttarla al meglio: quel medico che ogni giorno le siede di fronte è avido di notizie e ascolta la sua storia, prende nota di tutto e non sembra volerle fare male.
Ma lei sa che non può fidarsi completamente di nessuno, il passato le ha insegnato che c'è solo da perdere ad abbassare la guardia.
"Una storia, quando ci sei in mezzo non è una storia, è solo confusione; un fragore indistinto, un andare alla cieca, tra vetri rotti e schegge di legno; è come una casa che vortica in una tromba d'aria, una nave che si schianta contro gli iceberg o precipita giù per le rapide, e nessuno a bordo può fermarla. E soltanto dopo che diventa una storia, prende una forma. È quando la racconti, a te stessa o a qualcun altro".
Poco più che una bambina, parte con la famiglia stremata dalla povertà alla ricerca di fortuna in Canada: il viaggio della speranza, su una nave carica di disperati, dove perde sua madre. Giunta a destinazione, il padre continua a dimostrarsi incapace di prendersi cura dei suoi fratelli; viene così spedita a servizio presso la casa dell'assessora Parkinson, con l'intento di racimolare un po' di soldi. Capisce che la cosa migliore è non affidare al genitore denaro, perché non lo utilizzerebbe per cibo e beni di prima necessità che occorrono ai suoi cari. Si separa da un altro tassello della sua infanzia e comincia una nuova vita come domestica. Conosce Mary Whitney, che diventa la sua migliore amica: un rapporto fatto di confidenze, complicità e sventure. Una sera, prima di dormire, si intrattengono con un gioco: sbucciano una mela, lanciano la buccia dietro le spalle e corrono a vedere la lettera dell'alfabeto che ha preso forma sul pavimento della loro stanza, l'iniziale rappresenta il nome del futuro sposo. Mary tenta più volte di completare il gioco, ma la buccia continua a rompersi, quasi come un segnale di cattiva sorte.  Un presagio, per chi è superstizioso, e Grace, poco dopo, è costretta a fare i conti con un altro dolore, la morte della sua amica.
Ormai sola e dopo molte esperienze a servizio in diverse abitazioni, si lascia convincere da un'offerta allettante, abbandona la città per un nuovo impiego presso la residenza fuori mano del facoltoso possidente, Thomas Kinner, convinta di aver trovato in Nancy, un'altra persona alla quale affezionarsi.

Margaret Atwood si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto, ricostruisce i fatti basandosi su fonti di archivio e descrive ancora una volta, come in Il racconto dell'ancella, una figura femminile sfaccettata, vittima del suo tempo, della società e di un mondo dominato dagli uomini. Grace racconta la sua storia, mentre cuce seduta sul divano del salotto della moglie del direttore del carcere; il dottor Jordan rimane affascinato dalla sua voce, dai suoi ricordi, dalle sue parole e vuole credere non sia colpevole e meriti la libertà.
Il contesto è bel delineato dall'autrice, attenta a far emergere un'epoca impegnata nello studio della mente umana, tra riflessioni mediche e credenze popolari, e a inserire personaggi di rilievo, esaltando la differenza tra le classi.

Il finale è aperto, si resta nel dubbio circa l'effettiva dinamica dei fatti: dopo aver seguito il racconto della protagonista è il lettore a scegliere da quale parte stare, se credere o meno alla sua innocenza.
Un'altra opera degna di nota di un'autrice riscoperta negli ultimi anni e che merita di essere letta: ciò che ho maggiormente apprezzato ne L'Altra Grace è l'ambiguo ritratto psicologico di Grace e la denuncia alle contraddizioni di una società propriamente maschilista.
"Non ha ancora capito che la colpevolezza non deriva da quello che hai fatto, ma da quello che gli altri hanno fatto a te".
Veronica

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