2 maggio 2018

Riepilogo del mese di aprile

Autorità e Accettazione di Jeff Vandermeer
Secondo e terzo capitolo della trilogia dell'area X. Un nuovo protagonista, John Rodriguez, detto Controllo, si muove in Autorità un po' come una macchietta, spinto da un'agenzia misteriosa a seguire delle risposte, che non arrivano mai; un personaggio poco credibile, con il quale non si entra in sintonia. Il volume centrale rappresenta un passaggio poco concreto, una sosta poco richiesta dalla storia vera. In Accettazione si procede su piani narrativi diversi, si ripercorrono le storie e le dinamiche che hanno portato allo scatenarsi di questa biosfera così diversa. È davvero una fonte di vita aliena oppure no? Perché in fondo è pur sempre Natura e se ci si abbandona a essa, ci si può perfino vivere...
Chiusa l'ultima pagina, si rimane un po' interdetti, soprattutto se si aspetta un vero capitolo conclusivo e l'autore non ce lo vuole proprio dare. 

Jack Beechum, memoria storica di Port William, trascorre l'ultimo giorno della sua vita a spasso nei ricordi, presentando alcuni membri della comunità e raccontando come le loro storie si siano intrecciate con la sua. Il protagonista si lascia cullare dai rumori, dal paesaggio, dai volti noti del suo villaggio, che è tutto il suo mondo, e fa un bilancio della sua esistenza in maniera netta e spietata.
Durante la lettura, si ha davvero l'impressione di essere seduti accanto a Old Jack, ad ascoltare le sue esperienze, che si discostano moltissimo dal nostro stile di vita volto al progresso a ogni costo, e siamo invitati a vedere il mondo, la terra e i suoi frutti da una prospettiva nuova e diversa, sicuramente più attenta e rispettosa.

"Le donne subiscono una forma di oppressione che nessun uomo subirà mai".
Un saggio che ha il pregio di affrontare a tutto tondo un argomento delicato come le mestruazioni che, ancora oggi, suscitano un disagio molto forte quando se ne parla. Come mai questo tabù è duro a morire e nel nominare una condizione naturale femminile si utilizzano le perifrasi più colorite "ho le mie cose", "i miei giorni", "il ciclo", "le regole", "la marchesa"?
L'autrice ne dà una spiegazione esaustiva sul piano fisiologico, per poi affrontare l'argomento dal punto di vista antropologico, psicologico, sociale, storico e religioso, con toni brillanti, provocatori e non troppo accademici.

Le case del malcontento di Sacha Naspini
Quanto può stare stretta la vita di paese, se le prospettive sono assenti, le possibilità di vedere realizzati i propri sogni quasi pari allo zero e tutti gli occhi costantemente puntati addosso?
Le Case è un borgo rurale, assolato e cocente d'estate, duro e tempestoso d'inverno, sempre cattivo. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, fino al ritorno inatteso di una vecchia conoscenza, Samuele Radi, ragazzo dal passato misterioso, che si aggira per le strade come un fantasma, senza interagire con nessuno.
Un romanzo corale con tanti personaggi che si raccontano e descrivono la propria terra non tanto come una risorsa ma come un luogo di morte lenta e inesorabile: Le Case assume così la forma di un'entità vivente, pulsante, le cui esistenze di coloro che la abitano da sempre si intrecciano in maniera complessa, nel bene e nel male.

Riepilogando...
1. Autorità di Jeff Vandermeer
2. Accettazione di Jeff Vandermeer
3. La memoria di Old Jack di Wendell Berry
4. Questo è il mio sangue di Élise Thiébaut
5. Le case del malcontento di Sacha Naspini

Veronica

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