1 luglio 2018

La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker [recensione]

LA SCOMPARSA DI STEPHANIE MAILER 
di
JOËL DICKER

Casa editrice: La nave di Teseo
Collana: Oceani noir
Traduzione: Vincenzo Vega 
Pagine: 640
Prezzo: € 22
ISBN: 9788893445092
"Avevo pensato di trascorrere la mia ultima settimana da poliziotto passeggiando nei corridoi e bevendo caffè con i colleghi, in attesa dell'addio definitivo. Ma da tre giorni me ne stavo chiuso nel mio ufficio dalla mattina alla sera, sprofondato nel fascicolo del quadruplice omicidio del 1994, che avevo riesumato dagli archivi. L'incontro con quella Stephanie Mailer mi aveva scosso: riuscivo a pensare solo all'articolo che mi aveva dato e alla frase che mi aveva detto: "La risposta è sotto ai suoi occhi... Solo che non l'ha vista".
Quest'anno, al Salone del Libro di Torino, ho avuto la fortuna di partecipare all'incontro con l'autore Joël Dicker, in occasione della pubblicazione del nuovo romanzo. Ha svelato che scrive senza utilizzare una scaletta e ciò rende la produzione un momento consapevole e imprevedibile; non ama le descrizioni dettagliate dei personaggi, perché al lettore è affidato il compito di completare un'immagine. Con questa nuova prospettiva mi sono lasciata sorprendere e catturare da La scomparsa di Stephanie Mailer, constatando come Joël Dicker sia capace di creare una storia, con tantissime sottotrame, che regge e si divora con voracità.

Gli agenti Jesse Rosenberg e Derek Scott si sono imbattuti in un caso difficile e spinoso, quello in grado di lanciare le carriere di due giovani poliziotti sicuramente ambiziosi e che, allo stesso tempo, ha stravolto completamente le loro vite: l'omicidio del sindaco di Orphea nel 1994, Joseph Gordon, della sua famiglia e di Meghan Padalin. Tutta la città è impegnata nella prima edizione del festival teatrale, un evento che si spera diventi un appuntamento fisso, al fine di rilanciare l'economia locale. La popolazione non potrà dimenticare quel giorno, perché per sempre coinciderà con il massacro di persone affezionate del posto. Le indagini hanno condotto all'identificazione del colpevole in Ted Tennembaum, proprietario di un piccolo cafè, punto di incontro della zona.

Jesse Rosenberg, a distanza di vent'anni, ormai vicinissimo alla pensione, è avvicinato dalla giornalista Stephanie Mailer, che lo informa di essere in possesso di informazioni determinanti alla risoluzione del quadruplice omicidio e mette in discussione la conclusione del caso. Disposta a condividere le sue scoperte, non arriva a farlo: improvvisamente scompare, senza lasciare traccia, innescando tutta una serie di eventi a riprova che l'assassino è ancora a piede libero, pronto a colpire per nascondere una verità in grado di sconvolgere le esistenze di molti.

La trama principale è avvolta nel mistero e, nel corso dei capitoli, nuovi indizi vengono rivelati, così come approfondito il passato di diversi personaggi. Le vicende di contorno sono numerose, alcune decisamente più avvincenti, come quella di Steven Bergdorf, direttore del New York Literary Megazine, invischiato in una relazione pericolosa con la segretaria Alice Filmore o di Kirk Harvey, ex comandante della polizia di Orphea e scrittore a tempo perso, alla ricerca del successo sempre agognato e mai davvero conseguito; altre un po' troppo prolisse e sopra le righe, prima fra tutte quella di Dakota Eden, personaggio che probabilmente mi è piaciuto meno. Non manca la critica al mondo della politica, l'attenzione ai problemi esistenziali che spingono i protagonisti di fronte a scelte egoistiche e alle conseguenze delle proprie azioni.

L'autore costruisce un thriller avvincente, che si muove su più piani temporali e il cui filo rosso trascina moltissimi elementi in gioco, che contribuiscono alla spiegazione conclusiva. Mi aspettavo un finale diverso, un diverso colpevole, forse ingannata dallo stesso Kirk Harvey, che prometteva la risposta nell'arte. E, come per La verità sul caso Harry Quebert niente è come sembra, i colpi di scena sono tanti (volutamente tanti) e tutte le teorie realizzate nel corso della narrazione sono demolite senza pietà.

Veronica

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