16 dicembre 2018

Cannibali di Régis Jauffret [recensione]

CANNIBALI
di
Régis Jauffret

Casa editrice: edizioni Clichy
Collana: Gare du Nord
Traduzione: Federica Di Lella
Pagine: 187
Prezzo: €17,00
ISBN: 9788867994106

Una conversazione epistolare tra una fidanzata abbandonata e la suocera può suonare disturbante e grottesca. E proprio la piega che prendono quelle lettere, inviate con sempre più frequenza, è il risultato di un punto d'incontro tra due donne coalizzate nei confronti di un uomo che è stato fonte di delusione.
Noèmie è un'artista, una persona dalla grande intelligenza e bellezza, alla ricerca del compagno perfetto da mostrare in società con orgoglio e di un padre per i suoi bambini: sceglie di sfogarsi con la madre di Geoffrey, Jeanne, per sottolineare la scarsa educazione del figlio, i difetti fastidiosi di un uomo che l'ha ferita e di cui finge di non avvertire mai la mancanza:
"Geoffrey era proprio come una malattia cutanea. Mi aveva infettata prima ancora del nostro primo bacio, parole contagiose come un fungo della pelle, sguardi cangianti, e io già mi grattavo il cuore come uno straccione pieno di pidocchi si gratta il cuoio capelluto, chiedendomi se non sarebbe stato meglio soffrire di nuovo di acne come quando avevo quindici anni piuttosto che di questa malattia che colpiva la pelle della mia anima".
Quando a prevalere sono l'odio, la rabbia, la frustrazione, propone di organizzare un banchetto e cibarsi di quell'uomo, per lavare via tutti i sentimenti negativi che la affliggono. Un pensiero che si concretizza in una ricetta elaborata:
"Dopo aver cosparso  di sale e di pepe la carcassa, lo faremo abbrustolire allo spiedo su un fuoco di tralci di vite e di legno di ulivo, tenendo ciascuna un'estremità della pertica su cui lo avremo impalato. Pesteremo le ossa in un mortai per poterci pascere del suo midollo montano con un chilo di ottimo burro. Il giorno prima avremmo messo un annuncio su un forum per appassionati di antropofagia, invitandoli a venire a banchettare con noi davanti a un barile di vino".
Jeanne appare all'inizio infastidita da questa invasione di missive, dal tono ironico e spietato verso quel figlio, del quale cerca di nascondere una certa delusione. Solo successivamente si scopre che non lo ha mai amato, e nemmeno quel marito con il quale lo ha concepito, che per tutto il matrimonio l'ha relegata a un ruolo marginale, senza tenerla in considerazione: dopo essersi sciolta, la madre si toglie qualche sassolino dalla scarpa, e fa prevalere il suo lato oscuro e sadico, accettando di buon grado l'invito della ex nuora a fantasticare su una vendetta culinaria, capace di ridare a entrambe una sorta di sollievo al subbuglio emotivo che le affligge.
"Mangiare il proprio bambino? Credo proprio che sia la fantasia repressa di molte madri. Inghiottire quello che un giorno abbiamo espulso, restituire il frutto delle nostre viscere alla natura, che lo trasformerà in fiori, in alberi o magari in sgradevoli ortiche. Non lasciarsi alle spalle nessuna traccia del proprio effimero passaggio su questo pianeta, che il più delle volte la luna così storta da trattarci a pesci in faccia, disseminando di rogne, ansie e frustrazioni il nostro piccolo appezzamento di gioia di vivere. Sì, Noémie, lei mi tenta davvero".
Un piano architettato a regola d'arte, una fantasticheria macabra che si muove sul filo del rasoio, al confine tra amore e follia: una scrittura incalzante, una suspense serrata, che porta il lettore a domandarsi se queste due donne arriveranno fino in fondo. La narrazione procede velocemente, tante sono le citazioni che ti viene voglia di annotare: i personaggi sono ben definiti, i personaggi femminili hanno contorni oscuri e ambigui, mentre Jeffrey, al quale è concesso ogni tanto il diritto di parola, è il solito uomo tontolone, manipolabile e alla ricerca di qualcosa di indistinto, poco chiaro nella sua mente e nel suo cuore.
Una battaglia verbale, un botta e risposta frenetico, che analizza la natura umana, lasciando emergere i lati peggiori di chi è stato ferito emotivamente. 

E il vostro elenco di "torture" verso chi vi ha ferito che cosa prevederebbe? Fino a che punto vi spingereste nel pensare ai mille e uno modi per farla pagare a chi ha calpestato i vostri sentimenti?


Veronica

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