31 marzo 2019

#FraLePagine: Nato fuori legge di Trevor Noah


  • Avevo cinque anni, quasi sei quando Nelson Mandela venne scarcerato. Ricordo che lo vidi in televisione e che tutti erano contenti. Non sapevo perché, però eravamo contenti. Ero al corrente del fatto che ci fosse una cosa chiamata apartheid e che stesse per finire, il che era molto importante, ma non ne comprendevo le sfumature. 
  • Vedevo, più di ogni altra cosa, che le relazioni non si sostengono sulla violenza, ma sull’amore. L’amore è un’arte creativa. Quando ami una persona, le crei un mondo nuovo.
  • Da piccolo capivo che la gente era di colori diversi, ma nella mia testa bianco, nero e marrone erano come i tipi di cioccolato. Papà era quello bianco, mamma quello scuro, io al latte. Ma eravamo tutti solo cioccolato. Non sapevo che questo avesse a che fare con la “razza”. Non sapevo nemmeno cosa fosse.
  • Incontro spesso occidentali che insistono nel dire che l’olocausto è stato senza dubbio la peggiore atrocità nella storia umana. Sì, è stato orribile. Ma spesso mi domando quanto siano state terribili le atrocità africane, come quelle del Congo. In questo continente manca una cosa che gli ebrei hanno avuto, loro malgrado: la documentazione. I nazisti tenevano registri meticolosi, scattavano foto, giravano film. E il punto è proprio questo. Le vittime dell’Olocausto contano perché le contava Hitler. Sei milioni di persone uccise. Possiamo pensare alla cifra e trovarla, giustamente, orrenda. Ma quando si legge delle atrocità compiute contro gli africani, non ci sono numeri, solo ipotesi. È difficile trovare orrenda un’ipotesi. Quando il Portogallo e il Belgio depredavano l’Angola e il Congo, non tenevano il conteggio dei neri che venivano sterminati. Quanti ne saranno morti raccogliendo gomma nel Congo? E quanti nelle miniere d’oro e diamanti del Transvaal? Perciò in Europa e in America sì, Hitler è il grande Pazzo della Storia. Ma in Africa è solo un dittatore citato nei libri di storia.

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